
La situazione è particolarmente critica nel nord dell’India e a Nuova Delhi, dove la qualità dell’aria è stazionata nella categoria “povera” da inizio gennaio.
Questo porta circa 400 milioni di persone a vivere in situazione di disagio.
Mark Parrington, scienziato responsabile del CAMS, afferma in una nota: “La bassa qualità dell’aria è comune a tutto il nord dell’India in inverno, specialmente nella pianura indo-gangetica, in parte a causa delle emissioni di attività antropiche, come il traffico, le cucine, la combustione delle stoppie del raccolto che sono in grado di accumularsi sulla regione a causa della topografia e delle condizioni di freddo stagnante. Abbiamo monitorato questa condizione particolarmente prolungata e diffusa, che ha potenziali effetti sulla salute di centinaia di milioni di persone. Questa foschia invernale potrebbe potenzialmente continuare fino alla primavera, quando l’aumento della temperatura e i cambiamenti del tempo contribuiranno a dissipare l’inquinamento”.
L’analisi di Copernicus sulla foschia diffusa e la bassa qualità dell’aria
La foschia diffusa è stata chiaramente osservata nelle immagini satellitari e le previsioni globali CAMS della profondità ottica dell’aerosol (AOD) mostrano che i principali contributi alla foschia provengono dal solfato e dalla materia organica.
Le analisi mostrano che la concentrazione è rimasta elevata per un periodo prolungato, con un picco il 16 gennaio e il 1° febbraio. Questi dati confermano che l’esposizione cronica a gas nocivi e piccole particelle come il PM2,5 può avere effetti negativi sulla salute, riducendo l’aspettativa media di vita di oltre otto mesi e di due anni nelle città e nelle regioni più inquinate. Da studi recenti è anche comprovato lo stretto legame tra inquinamento e diffusione di pandemie come il Covid-19.
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