Per riuscire ad affrontare in modo efficace le sfide poste dal cambiamento climatico, che mina la sicurezza alimentare e la biodiversità del pianeta, è necessario gestire in maniera più sostenibile lo sfruttamento delle risorse della Terra. A sottolinearlo è la FAO che abbraccia appieno il rapporto “Cambiamento climatico e territorio” del comitato scientifico dell’Onu sul clima Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), diffuso a inizio agosto.

Combattere il climate change

Pratiche agricole non sostenibili –  si legge in un articolo sul sito della FAO – possono trasformare la terra da alleato a nemico, quando si tratta di cambiamento climatico”. Per questo motivo è fondamentale, secondo l’organizzazione, cercare di arginare il più possibile il fenomeno del riscaldamento globale con ogni mezzo a disposizione. Si tratta infatti di problematiche che toccano in maniera rilevante comparti come l’agricoltura, il settore alimentare, l’accesso al cibo e, non ultima, la tutela della biodiversità.

Una situazione “allarmante”

“E’ un rapporto allarmante che mostra come il degrado sistematico dei suoli, la distruzione  delle foreste, la desertificazione, le pratiche agricole non sostenibili e la riduzione della biodiversità abbiano trasformato la nostra terra in un’importante fonte di carbonio, mettendo a rischio la nostra sicurezza alimentare e l’ambiente”, spiega Maria Helena Semedo, vicedirettore generale della FAO e responsabile delle questioni legate al clima e alle risorse naturali. Solo per dare qualche numero una quantità compresa tra un quarto e un terzo di tutte le emissioni di gas serra a livello globale sono legate al modo in cui sfruttiamo le risorse del pianeta e a quello con cui produciamo e consumiamo cibo.

Sicurezza alimentare e cambiamenti climatici

Un’altra questione menzionata dal rapporto dell’IPCC è la riduzione della produttività delle colture legate alle situazioni meteorologiche estreme causate dal climate change. “In un contesto in cui il numero di persone denutrite continua a crescere e in cui i modelli di colture ed economici globali prevedono un aumento del 29% dei prezzi dei cereali nel 2050 a causa dei cambiamenti climatici, la FAO spera che il rapporto spinga la comunità globale ad aumentare le azioni di adattamento e mitigazione del cambiamento climatico”, ha aggiunto Semedo.

Acquacoltura, le potenzialità della genetica

Rimanendo in tema di soluzioni per garantire l’accesso al cibo in un contesto sempre più gravato dagli effetti deleteri del riscaldamento globale, diverse vantaggi possono derivare  dal binomio genetica-acquacoltura. In particolare un’applicazione più ampia, appropriata e inserita nel lungo periodo del miglioramento genetico nell’acquacoltura, con particolare attenzione all’allevamento selettivo, potrebbe contribuire a stimolare la produzione alimentare per far fronte a un aumento previsto della domanda di pesce e prodotti ittici ricorrendo a relativamente piccole quantità di mangimi, terra, acqua e altri input, secondo un nuovo rapporto della FAO lanciato oggi.

Le potenzialità del miglioramento genetico dell’acquacoltura

Tra le vie potenzialmente percorribili per favorire una migliore sicurezza alimentare c’è quindi anche il miglioramento genetico delle specie per l’acquacoltura. In questo modo secondo la FAO, si potrà aumentare in modo significativo l’approvvigionamento alimentare sostenibile per le generazioni future. In un recente rapporto intitolato “The State of the World’s Aquatic Genetic Resources for Food and Agriculture”, spiega la FAO sul suo sito, si sottolinea come di fronte a noi ci sia l’opportunità di “migliorare significativamente la produzione di acquacoltura sostenibile attraverso la gestione strategica e lo sviluppo di alcune delle oltre 550 specie attualmente utilizzate nell’acquacoltura”. 

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