“Il comparto automotive e le sue recenti prospettive di sviluppo (smart cities, car sharing e rispetto dell’ambiente), possono costituire uno stimolo importante per le imprese alimentari e della Gdo, sempre più impegnate nel produrre cibi che rispettino l’ambiente, siano salutari e in linea con i nuovi modelli di consumo e socialità“. E’ quanto emerge dallo studio “How to master the future food & retail challenges”, realizzato da Porsche Consulting in collaborazione con la società di ricerca Ipsos.

Abbiamo ascoltato molte aziende che ci hanno raccontato le loro prossime sfide: come gestire la crescente richiesta di personalizzazione dei prodotti, il bisogno di creare una relazione di fiducia tra consumatori e marca, i temi del made-in e della sostenibilità,  spiega in una nota Nicola Neri, Ceo Ipsos trends centrali per la crescita di medio termine degli operatori del settore, che necessitano un profondo ascolto dei bisogni e delle aspirazioni dei consumatori”.

Ambiente, focus strategico

Le tematiche ambientali, secondo lo studio, rappresentano in particolare, un “focus strategico” per il comparto automotive. Una tematica di grande importanza che ha portato al lancio di veicoli elettrici e ibridi e l’affermarsi di nuovi concetti di mobilità urbana sostenibile, come il car sharing e il ride sharing. A questi paradigmi green hanno aderito in maniera crescente tutti i soggetti della filiera, compresi i fornitori, promuovendo significativi programmi di riduzione dell’impatto ambientale.

Le tre priorità in ambito alimentare

Analogamente al comparto automotive, anche il settore alimentare sta puntano su una visione che pone al centro i temi ambientali.  Tre sono in particolare le priorità: “il benessere del consumatore, la sostenibilità ambientale e il benessere animale e, infine, una più equa distribuzione delle risorse alimentari”. Per favorire un’alimentazione sostenibile ed accessibile da parte di una popolazione che su scala mondiale ha superato i 7 miliardi di unità, si legge in nota,  “si devono sviluppare prodotti sostitutivi, quali la carne creata in vitro che rende possibile, a parità di valori nutrizionali, la scalabilità industriale a livello globale”.

Un altro ambito su cui intervenire in ambito food è poi quello degli imballaggi. Da questo punto di vista è necessario promuovere un crescente ricorso a materiali biodegradabili e favorire, allo stesso tempo, la completa eliminazione di confezioni inutili, ad esempio tramite i dispenser nell’ambito retail.

Un diverso modello di business

Questa evoluzione green che sta interessando i settori automotive e quello alimentare, si traduce anche in nuovi modelli di business. Se per il comparto auto ciò può voler dire  pianificare online il proprio viaggio multi modale, dando risalto a una serie di nuovi servizi collaterali, per il settore alimentare, invece, il focus innovativo sarà invece il passaggio a un concetto più esteso di nutrizione che coinvolge il benessere nella sua totalità. Un approccio che porterà alla creazione di esperienze personalizzate (“cibo su misura per me”) e che metterà in primo piano la gestione dati come fattore chiave di successo.

In futuro non si venderanno più solo prodotti ma esperienze di benessere a essi collegate – afferma in nota Giulio Busoni, partner Porsche consulting responsabile consumer goods per affrontare questo cambiamento di business model, le aziende alimentari e della distribuzione devono sviluppare un approccio nuovo, che consenta di rimanere profittevoli oggi e competitivi domani: dobbiamo rendere efficiente il core business per sostenere economicamente l’innovazione e l’estensione verso un ecosistema di esperienze più ampio”.

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