In Italia, i numeri parlano chiaro e disegnano un quadro preoccupante: quasi 3 bambini su 10 arrivano alla scuola primaria in eccesso di peso. Non si tratta solo di una statistica sanitaria, ma del sintomo di un malessere sociale e culturale. Da questo scenario è partito l’intervento di Ilenia Grieco, biologa nutrizionista, al XXIII Meeting Nazionale di Rete Città Sane – OMS svoltosi in Campidoglio.
Il cuore del messaggio è dirompente: la lotta all’obesità infantile, la sicurezza alimentare e la sostenibilità ambientale sono facce della stessa medaglia.
I numeri dell’emergenza: il caso Lazio
Secondo i dati 2023 di OKkio alla Salute (ISS), il 19% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso e circa il 12% soffre di obesità, anche grave. Nel Lazio, il dato riflette perfettamente la media nazionale, con modelli alimentari errati che si trasmettono di generazione in generazione (il 40% degli adulti nella regione è in eccesso di peso).
Colazioni carenti, abuso di snack e bevande zuccherate e la quasi totale assenza di legumi sono i principali imputati. “La prevenzione deve partire dalla scuola e da ciò che i bambini imparano a tavola”, sottolinea la dott.ssa Grieco.
La mensa: un’Aula contro lo spreco
In questo contesto, la mensa scolastica smette di essere un semplice servizio di ristorazione per diventare un’infrastruttura di salute pubblica. È qui che si gioca la partita della sicurezza alimentare, intesa non solo come igiene, ma come garanzia di accesso a nutrienti di qualità per tutti, indipendentemente dal contesto socio-economico di provenienza.
Tuttavia, la sicurezza alimentare moderna abbraccia un nuovo pilastro: la lotta allo spreco.
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Educazione al gusto: un bambino educato a sapori autentici e stagionali è un bambino che non rifiuta il pasto. Ridurre gli avanzi nei piatti della mensa è la prima azione di sostenibilità ambientale che una città può compiere.
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Filiere Corte: integrare prodotti locali e biologici non solo migliora la densità nutrizionale, ma riduce drasticamente l’impronta di carbonio legata al trasporto e al packaging.
Sicurezza alimentare come azione di sostenibilità
La vera sfida per i Comuni è trasformare il sistema alimentare urbano in un ciclo virtuoso. Una gestione oculata della mensa permette di:
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Monitorare gli sprechi: utilizzare i dati per calibrare le porzioni e i menù, riducendo l’impatto ambientale legato alla produzione di cibo non consumato.
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Valorizzare il territorio: utilizzare la mensa come leva economica per le aziende agricole locali, garantendo cibo fresco e sicuro.
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Creare Consapevolezza: insegnare ai bambini che buttare il cibo significa sprecare acqua, suolo ed energia.
“La prima medicina si costruisce a tavola,” afferma Ilenia Grieco. “Anche da lì passa il rapporto futuro con il cibo, con le risorse e con il territorio.”
Oltre l’Aula: la proposta
La proposta emersa dal meeting è chiara: introdurre un’ora di educazione alimentare strutturata, che non resti confinata tra le mura scolastiche. L’approccio deve essere esperienziale: visite a fattorie didattiche e aziende agricole per mostrare ai piccoli consumatori il valore della materia prima.
Solo comprendendo la fatica e le risorse necessarie per produrre un alimento, i cittadini di domani potranno sviluppare quel rispetto per il cibo necessario a eliminare lo spreco. La mensa diventa così il laboratorio pratico dove si forma una generazione capace di prendersi cura della propria salute e, contemporaneamente, di quella del pianeta.
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si può vincere
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