La giornata del biologico offre un’occasione di riflessione sul comparto agricolo, le opportunità che offre e limiti e vantaggi del sistema regolatorio.
Importante valutare l’economicità del comparto
Stando ai dati dell’Istituto di ricerca dell’agricoltura biologica FiBL che nel suo annuario “The World of Organic Agriculture”, segnala come si siano raggiunti gli 17,7 milioni di ettari, quindi il 10,9% del totale dei terreni agricoli in UE. In crescita anche i produttori biologici del Vecchio Continente che raggiungono quota dell’1,8%. Cresce anche la domanda ma resta il tema dell’economicità.
“Per promuovere un mercato biologico sano e competitivo – afferma Emilio Fidora presidente Gruppo Copa-Cogeca Agricoltura Biologica – è necessario rafforzare il posizionamento interno del settore ed orientare l’aumento dei consumi all’interno della comunità europea. Occorrono campagne informative chiare dove spiegare i principi della produzione biologica e il significato del marchio biologico della UE”.
Secondo Paolo Parisini, presidente di ConfagriBio, c’è un evidente problema di regole: “L’agricoltura biologica ha uno scopo e un valore chiari, ma l’attuale contesto normativo e le dinamiche di mercato gravano troppo sui produttori, minacciando la redditività delle loro aziende agricole. Bisogna garantire una concorrenza leale, compresi standard uguali per le importazioni e valorizzare laddove possibile le produzioni biologiche nazionali. In questa direzione il nuovo marchio bio nazionale è il segnale che, come Paese, si sta cercando di salvaguardare le eccellenze agricole nostrane e di farle conoscere ai consumatori attraverso un marchio dedicato.”
Per quanto l’Europa si sta interrogando sul quadro legislativo e le sue rigidità, Confagricoltura, ricorda come sia necessario prevedere misure mirate e dedicate al biologico, che sostengano il settore dalla produzione alla strutturazione delle filiere fino alla commercializzazione.
Secondo l’analisi svolta da Copa-Cogeca, la sostenibilità finanziaria delle aziende è oggi la principale preoccupazione degli agricoltori biologici.
I dati in Italia
In Italia, la superficie biologica è pari a 2,51 milioni di ettari (+0.4 sul 2023), un quinto di quella complessiva (20,2), avvicinandosi così al target del 25% di SAU biologica entro il 2030, come prefissato dalla Commissione europea nell’ambito della Strategia “From farm to fork”.
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