Gli italiani sono sempre più sensibili all’impatto sociale e ambientale dei loro acquisti. Più di 4 cittadini su 10 comprano prodotti alimentari equo solidali, una scelta che mostra quanta importanza viene attribuita al valore sociale del cibo inteso non solo come semplice bene, ma come vero e proprio custode di un patrimonio di relazioni umane e tradizioni familiari. E’ la fotografia scattata dall’indagine realizzata Coldiretti/Ixé che è stata presentata in occasione della fiera del consumo consapevole ‘Fa la cosa giusta”, in programma a Milano da oggi fino al 25 marzo.

“Quest’analisi – spiega Coldiretti in una nota – evidenzia una accresciuta sensibilità sociale degli italiani nel carrello della spesa con una maggiore attenzione all’impatto delle proprie scelte sull’ambiente, sulla salute e sui diritti dei lavoratori. Lo dimostra la voglia di conoscenza delle caratteristiche dei prodotti e della loro storia”.

Oltre 15 mln di persone ogni anno scelgono i mercati agricoli

Il trend evidenziato dallo studio è suffragato anche dai dati relativi agli acquisti diretti dal contadino nelle aziende agricole e nei mercati degli agricoltori, luoghi che vedono la presenza ogni anno di oltre 15 milioni di persone. Grazie alla fondazione Campagna Amica promossa dalla Coldiretti questi consumatori hanno potuto usufruire di oltre diecimila punti vendita gestiti direttamente dagli agricoltori tra fattorie e mercati lungo tutta la Penisola. E’ stata, infatti, realizzata una vasta e capillare rete di vendita che può contare su fattorie, botteghe e mercati, il tutto con il coinvolgimento di 20mila aziende. 

I mercati degli agricoltori non sono solo luoghi di commercio, ma hanno acquisito nel tempo un ruolo importante come momenti di aggregazione, svago e socializzazione con lo svolgimento di variegate attività che vanno dai corsi di formazione per l’orto ai laboratori didattici per i bambini, dai cooking show con gli agrichef all’educazione con i tutor della spesa ma anche con momenti di solidarietà” sottolinea il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.  

1 prodotto estero su 5  non rispetta regole su tutela lavoratori

Nei mercati e nelle fattorie si trovano prodotti locali del territorio, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale. Questi parametri etici spesso non vengono rispettati dagli alimenti provenienti dall’estero. Quasi un prodotto su 5 non rispetta le normative in materia di tutela dei lavoratori vigenti nel nostro Paese. Una situazione che – denuncia Coldiretti –  accade nell’indifferenza delle Istituzioni nazionali ed europee che anzi spesso alimentano di fatto il commercio dei frutti dello sfruttamento con agevolazioni o accordi privilegiati per gli scambi che avvantaggiano solo le multinazionali”.

A essere coinvolti sono tantissimi prodotti. Basti pensare al riso asiatico ottenuto con lo sfruttamento della minoranza Rohingya o alle conserve di pomodoro cinesi realizzate con il lavoro dei detenuti fino all’Argentina.  Non è accettabile che alle importazioni sia consentito di aggirare le norme previste in Italia ed è necessario, invece, che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori, garantendo che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore a sostegno di un vero commercio equo e solidale” conclude il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

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