Produrre energia pulita, coltivare super-alimenti ad alto valore nutrizionale e rigenerare il territorio nello stesso identico spazio. Non è una promessa per il futuro, ma una realtà operativa da oggi nel cuore della provincia di Alessandria. Nella frazione Madonnina di Serralunga di Crea è stato infatti inaugurato il primo impianto pilota di BioOrto ElettroAttivo, un progetto d’avanguardia ideato da Holdim Group ed Ecomotive Solutions insieme a una fitta rete di partner scientifici e industriali.

L’impianto, presentato durante l’evento “Nutrimento Solare Vivo”, propone un modello radicalmente nuovo in cui l’agrivoltaico avanzato sposa l’orticoltura bioattiva, rispondendo in un colpo solo a tre grandi sfide moderne: transizione energetica, sicurezza alimentare e welfare territoriale.
I numeri del sito pilota: efficienza in meno di 200 mq
La vera forza del BioOrto ElettroAttivo sta nella densità tecnologica e nell’ottimizzazione degli spazi. L’installazione di Serralunga di Crea si sviluppa su una superficie ridotta ma altamente performante:
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La copertura: una struttura agrivoltaica semitrasparente di circa 190 metri quadrati.
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La tecnologia: 84 moduli fotovoltaici bifacciali a doppio vetro.
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Potenza e produzione: 25,6 kWp di potenza installata, capaci di generare circa 33,8 MWh all’anno.
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L’orto: un’area di 200 metri quadrati totali, ottimizzata in 10 casse rialzate per una superficie coltivabile netta di 87,5 mq.
Come funziona la sinergia?
La copertura di pannelli fotovoltaici non si limita a produrre elettricità, ma scherma parzialmente il terreno creando un microclima ideale per le colture, riducendo l’evaporazione dell’acqua e proteggendo le piante dagli eccessi del meteo. Sotto i pannelli, l’orticoltura bioattiva rigenera il suolo senza sfruttarlo, garantendo ortaggi più ricchi di nutrienti. Inoltre, l’energia prodotta alimenterà direttamente le colonnine aziendali per la ricarica dei veicoli elettrici.
Un modello “chiavi in mano” per aziende, scuole e Comunità Energetiche (CER)
Nato come idea nel 2024 e formalizzato a Ecomondo 2025, il progetto è stato concepito sin dall’inizio per essere modulare e replicabile ovunque: dai tetti e aree marginali delle industrie ai giardini delle scuole, fino ai terreni delle pubbliche amministrazioni.
La sua applicazione ideale? Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Il BioOrto consente infatti di condividere l’energia pulita con i cittadini del territorio, offrendo al contempo uno spazio verde per il welfare aziendale o sociale.
“Il BioOrto ElettroAttivo nasce dalla convinzione che energia e agricoltura possano convivere in modo sinergico. È il punto di partenza per trasformare aree marginali o inutilizzate in luoghi generativi di energia, cibo e valore condiviso.” — Giovanni Deregibus, Amministratore del Gruppo Holdim
La rete dei partner: dall’industria all’Università
Il successo del debutto piemontese è il frutto di un’alleanza strategica tra diverse competenze:
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Sviluppo e Tecnologie: Ecomotive Solutions (capofila), Holdim, AstiEnergy, Agora Solar, OlivaService e ReaEnergia.
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Agricoltura e Sostenibilità: Ecofuturo e l’Orto Bioattivo di Andrea Battiata.
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Validazione Scientifica: il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino (DISAFA) e il patrocinio dell’Accademia di Agricoltura di Torino.
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Integrazione Sociale: CER Per Te, per la connessione con le comunità energetiche locali.
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