Scuola Cernusco2 300x232Risparmio e recupero di acqua ed energia, utilizzo di materiali prodotti in maniera sostenibile e adozione di sistemi di domotica e IoT per l’illuminazione. Sono i principi che hanno ispirato l’ideazione e la progettazione del polo scolastico di Cernusco sul Naviglio, alle porte di Milano, che ospita 600 alunni.

Una storia travagliata

Opera dello studio milanese Consalez-Rossi e di ES-arch, il polo ha alle spalle una storia travagliata: il progetto vince nel 2011 il concorso internazionale indetto dal Comune, ci spiega l’Architetto Lorenzo Consalez, ma i lavori partono nel 2015 per concludersi a maggio del 2017. Il motivo? “L’impossibilità per il Comune di spendere risorse proprie a causa del blocco del Patto di Stabilità”. Con lo sblocco nel 2014 con il Governo Renzi e l’apertura del cantiere nel 2015 l’inaugurazione è avvenuta in tempi record. Oggi il polo si estende su un’area di 15 mila mq, comprende una scuola primaria su due piani, una mensa, una palestra, una scuola dell’infanzia e un nido. Esternamente è circondata da un’area verde aperta alla collettività e da una recinzione colorata che riprende le palette dei rivestimenti esterni degli edifici.

Un punto di riferimento per la collettività

Il polo scolastico è un punto di riferimento per la cittadinanza: “Sia gli spazi aperti che gli ambienti più grandi possono essere sfruttati dalla collettività – prosegue Consalez – Le nuove scuole sono pensate tutte in questa maniera, perché rispettano le linee guida emanate nel 2013, con provvidemento legislativo della Presidenza del Consiglio, noi però siamo stati degli antesignani”. E sull’adeguamento sismico delle scuole commenta: “Le leggi del 2006 e del 2015 sono molto restrittive, il problema è costituito dai cantieri precedenti. Nel 2011 c’erano richieste energetiche e prestazionali opzionali che abbiamo comunque rispetto”.

Legno a filiera corta e sostenibile

Legno e calcestruzzo sono i materiali predominanti della struttura mista. Il legno con struttura a telaio riveste internamente i corpi delle aule mentre il calcestruzzo è impiegato nel connettivo didattico. “Il legno strutturale che acquistiamo è certificato LEED, proviene da filiere corte e da terre gestite in maniera sostenibile”, precisa Consalez. Per i rivestimenti, poi, è stato adottato il fibrocemento a base lignea: “Viroc è un materiale che arriva dal Portogallo, molto particolare perché il fibrocemento è a base minerale, cosa che lo rende più elastico e resistente agli urti oltre che più espressivo”. Questo stesso materiale viene usato sulle facciate e sui gusci, che così non sembrano “una recinzione, ma un pezzo di edificio che si sgrana, in modo tale che i bambini e i cittadini vivano in un ambiente di qualità”.

Efficienza di produzione e consumo di energia termica ed elettrica

Sia la scuola primaria, che consuma 84 kwh/mq l’anno, che quella dell’infanzia, 95 kwh/mq l’anno, sono in classe energetica A2. Entrambi gli edifici saranno dotati di un impianto FV, da 40,5kW per la scuola primaria e da 30,25kW per la scuola dell’infanzia per un totale di 70,75kWp, come previsto dal D. Lgs. 3 marzo 2011 n. 28.

L’attenzione al risparmio e al recupero, nonché alla facilità di gestione e manutenzione, sono stati determinanti nello studio e nella progettazione degli impianti meccanici.

L’energia termica per riscaldamento e acqua calda sanitaria viene prodotta nella centrale tecnologica, costituita da una pompa di calore condensata ad acqua di pozzo. L’acqua prelevata dal pozzo è utilizzata come sorgente di calore per il funzionamento della pompa di calore, tra l’acqua di pozzo e la macchina è interposto un circuito chiuso ad acqua e uno scambiatore di calore a piastre di modo che l’acqua del pozzo non venga a contatto direttamente con la pompa di calore. La produzione dell’acqua calda sanitaria è integrata a sua volta dall’installazione di 8 pannelli FV sulla copertura.

Recupero dell’acqua piovana

Per razionalizzare i consumi di acqua potabile è stato previsto un sistema di raccolta e stoccaggio delle acque piovane provenienti dalla copertura del fabbricato. L’acqua così recuperata viene inviata sia all’impianto di irrigazione che alla rete di carica delle cassette di risciacquo WC, previa opportuna filtrazione e clorazione.

Illuminazione e domotica

Gli edifici sono dotati di un sistema di controllo automatico dell’illuminazione basato sul protocollo DALI (Digital Addressable LIghting Interface) che permette di controllare sia l’accensione e lo spegnimento dei circuiti negli spazi comuni sia il livello di illuminazione delle aule didattiche. Qui il sistema passa dalla modalità automatica (regolazione da luce solare) a quella manuale (dando la possibilità di dimmerazione) esercitando una pressione sul pulsante locale. Nelle altre zone le accensioni sono di tipo on-off, programmabili ad orari, e nei bagni si sfruttano sensori di presenza. Il tutto è gestito da schermi touch screen.

IoT e sicurezza

Il sistema di regolazione elettronico locale che governa tutti gli impianti è centralizzato attraverso un sistema di supervisione BMS e controllo che trasmette verso l’esterno i dati utili per un monitoraggio in real time.

Questa scelta consente :

  • controllo h 24 della sicurezza ambientale delle aree del complesso;
  • operazioni automatiche di messa in sicurezza degli impianti tecnologici ;
  • automazione degli impianti idrotermici ed elettrici;
  • telecontrollo e/o telecomando degli impianti tecnologici e la gestione della manutenzione programmata;
  • ottimizzazione dei parametri degli impianti in funzione dell’effettivo utilizzo.
Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Ivonne Carpinelli
Giornalista professionista e videomaker, attenta al posizionamento seo oriented degli articoli e all'evoluzione dei social network. Si occupa di idrogeno, economia circolare, cyber security, mobilità alternativa, efficienza energetica, internet of things e gestione sostenibile delle foreste