A REbuild 2026 istituzioni e industria a confronto per una nuova “Agenda dell’Abitare”

La crisi abitativa ha smesso di essere un fenomeno isolato per diventare una delle criticità strutturali più profonde del contesto socio-economico europeo. Per la prima volta, il tema entra stabilmente nell’agenda politica del Continente, spinto da una realtà innegabile: i costi delle abitazioni crescono a una velocità doppia rispetto ai redditi, minando il diritto allo studio, la mobilità lavorativa e la solidarietà tra generazioni.

In questo scenario apre oggi i battenti REbuild 2026 (12-13 maggio, Riva del Garda), l’evento di riferimento per l’innovazione nell’edilizia che quest’anno, sotto il titolo “Housing Remix. Nuove soluzioni per l’abitare”, chiama a raccolta i vertici della finanza, dell’industria e della ricerca.

La casa come infrastruttura sociale

L’approccio di quest’anno segna un cambio di paradigma. Non si parla più solo di mattoni, ma di servizi. “Oggi la casa si configura sempre più come un’infrastruttura economica e sociale, il perno di un sistema complesso che incide direttamente sulla competitività dei territori”, ha dichiarato Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi. “L’obiettivo di questa edizione è costruire una nuova agenda dell’abitare che unisca accessibilità e sostenibilità, sviluppando soluzioni concrete e, soprattutto, condivise”.

Verso un cambio di paradigma: la forza del network

La sessione inaugurale ha messo immediatamente a nudo la complessità della sfida. Il confronto tra il presidente del Comitato Scientifico Ezio Micelli (Università Iuav di Venezia) e i rappresentanti istituzionali e finanziari — tra cui Simone Marchiori (Provincia Autonoma di Trento), Augusto dell’Erba (Federcasse) e Sergio Anzelini (ITEA) — ha evidenziato come nessuno degli attori in campo, da solo, possieda la chiave della soluzione.

Il dibattito si è concentrato su leve strategiche ancora parzialmente inespresse:

  • Patrimoni inutilizzati: recuperare l’esistente per ridurre il consumo di suolo.
  • Finanza d’impatto: sfruttare strumenti finanziari ancora poco utilizzati per il social housing.
  • Tecnologia e competenze: accelerare l’industrializzazione dell’edilizia per rendere le soluzioni scalabili e sostenibili nel tempo.

Il “Modello Trentino”: un laboratorio per l’Italia

Proprio da REbuild muove i primi passi “Orizzonti dell’abitare in Trentino”, un laboratorio partecipativo voluto dalla Provincia Autonoma di Trento. Si tratta di un modello innovativo finalizzato alla stesura della nuova legge provinciale sulla casa, che punta a diventare un benchmark nazionale per la gestione integrata delle politiche abitative.

I cinque pilastri della due giorni

Il programma di REbuild 2026 si preannuncia denso: 22 conferenze, oltre 80 speaker e una fitta agenda di networking con più di 200 incontri B2B. La discussione sarà articolata su cinque filoni tematici che rappresentano l’ossatura della questione casa oggi:

  • Politiche: la visione pubblica e la pianificazione.
  • Capitali: il ruolo degli investitori e della finanza etica.
  • Regole: la semplificazione normativa necessaria all’innovazione.
  • Costruire: le nuove tecnologie e i processi industriali.
  • Abitare: il focus sui bisogni reali delle persone e sulla gestione dei servizi.

L’appuntamento di Riva del Garda si conferma dunque come il luogo dove l’interesse per l’elettrificazione (e la sostenibilità dell’edificio) si fonde con la necessità primaria di restituire a cittadini e lavoratori un accesso dignitoso e morigerato nei costi alla dimensione domestica.


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