Gruppo Cap al via il progetto della Biopiattaforma

Si tratta di un’infrastruttura rivoluzionaria che ospiterà un termovalorizzatore e un polo di ricerca avanzata con un finanziamento già assicurato per 2,5 milioni di euro grazie a un progetto europeo Horizon 2020

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Redenring Bipiattaforma Grupppo Cap
Rendering Bipiattaforma grupppo Cap

Gruppo Cap il 5 febbraio scorso ha completato l’acquisizione del 79,2% del capitale sociale di Core spa dai comuni di Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Cormano, Pioltello e Segrate, finalizzato alla realizzazione della Biopiattaforma.

La Biopiattaforma

Il progetto, che rappresenta il primo termovalorizzatore autorizzato e completato negli ultimi due lustri nel nostro Paese. Si tratta di un’infrastruttura rivoluzionaria che ospiterà un polo di ricerca avanzata con un finanziamento già assicurato per 2,5 milioni di euro grazie a un progetto europeo Horizon 2020. Un impianto dal disegno e dalla tecnologia avveniristici, sostenibile a zero emissioni di CO2 fossile, progettata con il percorso condiviso di Biopiattaformalab, partecipato da cittadini e associazioni territoriali. In un solo impianto ci sarà un termovalorizzatore e un depuratore. Alessandro Russo, presidente e ad del gruppo Cap, spiega soddisfatto: “L’accordo firmato oggi rappresenta il coronamento di un percorso che sancisce il rapporto di continuità e condivisione instaurato con il territorio e le sue istanze, un dialogo reso possibile dal percorso partecipativo intrapreso due anni fa nella fase iniziale dell’iter progettuale. Quello che faremo nascere è un impianto all’avanguardia, che intende rispondere alle istanze europee in fatto di energia e ambiente e che può rappresentare per le altre regioni italiane, un esempio da seguire. Soprattutto alla luce del grande percorso di rilancio che il Paese si appresta a intraprendere grazie ai fondi del Next generation EU”.

I fanghi da depurazioni diventano energia e fertilizzante

La Biopiattaforma trasformerà 65.000 tonnellate di fanghi prodotti ogni anno dai 40 depuratori distribuiti sul territorio della città metropolitana meneghina. Proprio i fanghi, che fino a oggi erano materia di scarto, in alcuni casi da portare all’estero per lo smaltimento, serviranno a produrre ben 11.120 MWh/anno di calore per il teleriscaldamento e recuperare fosforo da impiegare come fertilizzante. In questo modo, il 75% dei fanghi verrà trasformato in energia e il 25% in fertilizzante.

Il termovalorizzatore attuale, situato alle porte di Milano, verrà dismesso e demolito nelle prossime settimane per permettere l’inizio dei lavori di realizzazione del nuovo impianto che verrà reso operativo a ottobre 2022 con la messa in funzione della prima linea, e a marzo 2023 con l’esercizio di tutto l’impianto industriale.

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Redazione
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