geotermico

Dopo la pronuncia positiva di compatibilità ambientale con la delibera 459 del 19 aprile scorso della Giunta regionale Toscana, il Consiglio dei Ministri, riunitosi l’1 settembre, ha dato il via libera alla realizzazione dell’impianto geotermico di Abbadia San Salvatore, comune montano dell’Amiata in provincia di Siena, su proposta di Sorgenia.

L’impianto da 10 MW sorgerà nell’area industriale della Val di Paglia e saranno impiegati quattro anni per la sua realizzazione.

Impianto geotermico da 80 GWh annui

In base al progetto, l’impianto sarà in grado di produrre 80 GWh annui permetterà di produrre energia elettrica rinnovabile e sarà in grado di coprire il fabbisogno di oltre 32.000 famiglie, evitando le emissioni in atmosfera di 40.000 tonnellate annue di CO2: Nel suo insieme, rappresenta una soluzione all’avanguardia e costituisce un perfetto esempio di valorizzazione sostenibile delle risorse del territorio, nel pieno rispetto dell’ambiente, si legge nel progetto.

In relazione alla decisione del Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera all’impianto geotermico, il vicepresidente di Sorgenia in una nota stampa ha espresso la propria soddisfazione: “È un importante traguardo per tutti, soprattutto a fronte di una situazione complessa che impone un incremento della produzione elettrica nazionale da fonte rinnovabile. Un impianto che produrrà valore per il territorio, portando in Amiata un esempio particolarmente virtuoso di produzione geotermica”.

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Preservare la risorsa idrica

In base alle caratteristiche del progetto, l’impianto non comporterà alcuna emissione in atmosfera, grazie alla totale reiniezione del fluido geotermico. La centrale a ciclo binario prevede che il fluido geotermico estratto dal sottosuolo ceda il calore a un secondo fluido, che gira in un circuito chiuso producendo energia elettrica. Una volta raffreddato, il fluido geotermico è re-iniettato nel serbatoio di provenienza, insieme ai gas incondensabili portati a una pressione tale da renderli solubili nell’acqua geotermica, senza venire mai a contatto con l’esterno: “La centrale, inoltre, è stata progettata per preservare la risorsa idrica: per il raffreddamento del ciclo, infatti, verrà impiegata solo aria e non acqua”, viene evidenziato.

L’intervento prevede la perforazione di 10 pozzi, 3 produttivi e 7 reiniettivi. Nella documentazione autorizzativa sono stati indicati ulteriori pozzi che saranno realizzati qualora le condizioni di serbatoio (per esempio la produttività e la temperatura) non fossero quelle attese. È stato quindi presentato un progetto più ampio che autorizza l’esecuzione di alcuni pozzi di riserva, “in modo da garantire la continuità delle operazioni e preservare il territorio da una maggiore pressione ambientale qualora le attività di cantiere dovessero essere temporaneamente interrotte al fine di completare ulteriori procedure autorizzative”.

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