Neptunia

Un’opera d’arte sostenibile e rivoluzionaria nel centro di Milano, per sensibilizzare i cittadini sull’importanza fondamentale della salute del mare. Infatti, a causa delle attività umane e dell’aumento delle emissioni di CO2 risulta gravemente a rischio.

L’opera Neptunia

Si chiama Neptunia e prende il nome da Anfitrite, moglie di Nettuno, oltre che protettrice dell’ecosistema marino, l’opera del celebre artista e designer di fama internazionale Matteo Cibic. La divinità è caratterizzata da un’armatura verde che evoca un’alga e che dal punto di vista strutturale riprende le onde del mare, riproponendo il tridente di Tritone, figlio di Anfitrite.

L’opera costruita in plastica riciclata ha uno spazio interno all’interno del quale i cittadini potranno sedersi e sentire i profumi del mare, rilassandosi. 

L’installazione d’autore comprende anche un sistema fluido di 90 litri di speciali microalghe, parte di una tecnologia green innovativa, in grado di consumare tanta anidride carbonica quanto 18mila mᶾ di alberi.

Afferma Matteo Cibic, artista e designer italiano di fama internazionale: “Neptunia è un’opera futuristica che, attraverso il processo di fotosintesi delle microalghe, trasforma l’anidride carbonica in ossigeno. La tecnologia che la rende innovativa è frutto di ricerche mirate nell’ambito dei bio-reattori e delle microalghe, e risulta fondamentale perché contribuisce alla riduzione dell’effetto serra. Il mio augurio è che l’installazione, oltre a sensibilizzare i cittadini sull’importanza della salute del mare, possa anche stimolare i più giovani a studiare e, di conseguenza, realizzare nuove tecnologie utili a salvaguardare il Pianeta.  Il nome, tradotto dal greco, rimanda ad Anfitrite: si tratta della moglie di Nettuno, oltre che madre di Tritone, e la sua armatura verde alga è stata per me una grande fonte d’ispirazione. Per concludere, Neptunia è caratterizzata anche da soluzioni transmediali che, attraverso la produzione di suoni rilassanti e profumi avvolgenti e rinfrescanti, catapultano con l’immaginazione cittadini e turisti all’interno del mondo marino”.

L’opera è stata collocata in piazza XXV Aprile, a partire dall’11 al 15 maggio 2022, ed è legata ad un progetto che vede la partecipazione delle associazioni zeroCO2 e Worldrise Onlus oltre a Neptunia gin by Hendrick’s e di otto locali tra i più noti di Milano.

Queste realtà si mobilitano con l’obiettivo di restaurare l’equilibrio marino lungo le coste del nord-est della Sardegna, in zona Golfo Aranci. 

Il progetto di riforestazione del fondale in Sardegna

Il progetto mira a ripopolare 100mq di fondale, trapiantando 2500 piante di posidonia oceanica, fondamentali per mantenere il benessere della biodiversità e contrastare l’erosione costiera. 

Queste piante producono ossigeno e assorbono anidride carbonica attraverso il processo di fotosintesi: “Il progetto di riforestazione del fondale in Sardegna fornisce una soluzione concreta contro la crisi climatica e la perdita di biodiversità”, afferma Mariasole Bianco, esperta di conservazione marina e presidente di Worldrise Onlus. “E non è tutto, ciò contribuisce a creare consapevolezza sull’importanza di questo ecosistema per il Mar Mediterraneo, coinvolgendo le nuove generazioni nel processo di cambiamento di cui abbiamo bisogno”. 

La partecipazione dei locali milanesi

Il progetto prevede la partecipazione esclusiva di otto locali tra i più rinomati di Milano insieme ai propri bartender, tra cui: Carico con Dom Carella, Rita con Edoardo Nono, Octavius con Lele e Lorenzo, Bob con Cesar Arujo, Officine con Giorgio, Ceresio 7 con Abi, Melia Radio con Umberto e Bulgari con Patrick Greco. Ad ogni bartender corrisponde un cocktail che verrà realizzato ad hoc con ricette ispirate alla bellezza, ai sapori e ai profumi del mare e caratterizzate dalla sapiente miscelazione del nuovo Neptunia Gin.

Solomiya, brand ambassador Italia di Hendrick’s gin, promotrice dell’evento a sostegno dell’iniziativa green dichiara: “Quest’opera ha un significato di grande impatto per la città di Milano e per tutto il Paese perché sarà in grado di sensibilizzare i cittadini sulla salvaguardia dell’ecosistema marino. Si tratta di un’installazione artistica green che conferma la nostra vicinanza alle tematiche di Csr, per le quali siamo già scesi in campo a livello global con Project Seagrass al fine di proteggere la famiglia delle alghe e delle specie viventi che abitano i fondali marini di tutto il mondo”.

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