busta plasticaLa Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e illeciti ambientali ad esse correlati, nota come Commissione Ecomafie, e Assobioplastiche hanno firmato ieri, 1° aprile, un protocollo d’intesa per incrementare l’efficacia delle misure di prevenzione e contrasto nel settore delle shopper illegali.

Protocollo d’intesa per arginare il commercio di shopper illegali

Tra gli altri obiettivi anche lo scambio di informazioni, attraverso la messa a disposizione della propria banca dati, e il supporto nello svolgimento di attività di accertamento di illeciti. A queste si aggiunge la promozione congiunta di iniziative formative, rivolte al personale degli organi accertatori e incentrate sui temi della produzione, distribuzione e utilizzazione delle bioplastiche.

“La Commissione sta svolgendo un’inchiesta per approfondire gli illeciti nel settore delle shopper e identificare le falle che ancora oggi non consentono di sconfiggere del tutto questo fenomeno”, commenta in una nota stampa il presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.

Ecomafia: un mondo parallelo

Come attestano i dati del rapporto Ecomafia 2020 di Legambiente, nel 2019 le illegalità ambientali sono aumentate, raggiungendo 34.648 reati accertati con un incremento del +23.1% rispetto al 2018. In particolare, le shopper non a norma in circolazione nel 2018 erano 35 mila tonnellate, ovvero 4 su 10. In Italia, è bene ricordarlo, sono ammesse solo shopper in plastica biodegradabile e compostabile. Eppure il volume di affari delle buste irregolari si è attestato sui 300 milioni di euro, sottratti sottraggono alla filiera a norma di legge.

“Un mondo parallelo di commercio di prodotti fuori legge, venduti in nero, talora in connessione con la malavita organizzata, con danni incalcolabili per l’ambiente, l’economia, l’erario e i cittadini: è il fenomeno delle shopper illegali, che continua ad avere dimensioni drammaticamente ingenti”, ha rimarcato in nota Marco Versari, presidente di Assobioplastiche.

Il numero degli illeciti in Italia è consistente in ogni settore: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, ad un’impennata dei reati contro la fauna e gli incendi boschivi, per non parlare della piaga dell’abusivismo edilizio.

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