Nuovi obiettivi sfidanti in efficienza energetica votati in UE

La modifica votata alla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo prevede un aumento del target per la riduzione del consumo energetico europeo al 45% entro il 2030, oltre il 3% per l’obbligo annuale di ristrutturare gli edifici pubblici c'è un ulteriore 3% di ristrutturazione anche degli edifici privati, riduzione consumo di acqua

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eviLa Commissione Ambiente al Parlamento Europeo ha votato oggi sulla revisione della direttiva sull’efficienza energetica. Un voto che “alza l’asticella delle ambizioni ed è un passo decisivo nel percorso per l’indipendenza energetica dell’Unione europea” – dichiara con soddisfazione l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde. “È la prima volta che il Parlamento Ue assume una posizione così ambiziosa e questo vede ripagati i miei sforzi e le mie battaglie nei mesi che hanno preceduto il voto” – aggiunge l’eurodeputata.

Una misura che permetterebbe di recuperare energia e costi per persone in povertà energetica e risparmiare sull’impatto ambientale, senza contare che è il mezzo per limitare le necessità di importazione di gas dalla Russia.

“Sono riuscita, infatti, come relatrice di parere per il gruppo dei Verdi/ALE a portare al 45% il target per la riduzione del consumo energetico europeo entro il 2030, richiedendo al contempo che i contributi nazionali siano vincolanti e non più indicativi, in modo da garantire impegni concreti e un maggiore controllo sull’azione degli Stati membri. Per garantire edifici più sani ed efficienti, oltre all’obbligo annuale di ristrutturare il 3% degli edifici pubblici ho introdotto un ulteriore 3% di ristrutturazione anche degli edifici privati che svolgono una funzione sociale, come ospedali, scuole, case di cura. In virtù dello stretto legame che sussiste tra il consumo di energia e quello dell’acqua, ho inoltre proposto di ridurne il consumo con misure ad hoc sia negli audit energetici, che nei sistemi di gestione dell’energia e negli appalti verdi”.

“A questo proposito, mi preme chiarire un concetto fondamentale: risparmio energetico non significa tornare alle candele o stare al freddo. Al contrario, si tratta di innovazione, di gestione intelligente dell’energia e del calore, significa creare lavoro, ridurre emissioni di gas serra e inquinamento atmosferico e, in questo momento storico così complesso e tragico, significa smettere di finanziare la guerra di Putin e avviarci verso la liberazione definitiva dalle fonti fossili”.

Per capire meglio di cosa sitiamo parlando, basti pensare che per ogni 1% di miglioramento in efficienza energetica si possono ridurre le importazioni di gas in Ue del 2,6%” ribadisce la Evi. La semplice sostituzione delle valvole manuali con valvole termostatiche in più di 70 milioni di case europee consentirebbe di ridurre l’utilizzo del gas di circa 16 miliardi di metri cubi nel prossimo anno e mezzo, garantendo così un ritorno sugli investimenti in meno di due anni grazie a minore importazione, ridotti consumi e bollette sostanzialmente più basse; che ogni incremento di un 1% in efficienza energetica consente di tirare fuori da situazioni di povertà energetica circa 7 milioni di persone, senza dimenticare che la ristrutturazione profonda consente enormi risparmi sui costi sanitari e di assistenza sociale, stimati in oltre 9 miliardi di euro all’anno in Europa”.

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