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Oggi 20 maggio è la giornata mondiale delle api, dedicata alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’importanza di questi impollinatori per il contributo che apportano all’equilibrio della natura e alla biodiversità e per il serio pericolo che corrono di estinguersi a causa dell’azione umana e dei cambiamenti climatici. La giornata è stata istituita dall’Onu nel 2017, in ricordo della data di nascita dello sloveno Anton Jansa, pioniere dell’apicoltura.

Su 100 colture che forniscono il 90% dei prodotti alimentari, sono ben 71 quelle che si riproducono grazie agli insetti, ma in particolare grazie alle api. Dai dati della Fao, emerge che in Europa, sono quattro mila le varietà agricole che dipendono dalla capacità delle api di impollinare fino a 300 milioni di fiori al giorno per colonia.

Attualmente, il rischio è che il 40% delle specie di impollinatori, rischia di scomparire, come segnalato dagli stessi apicoltori, che hanno riscontrato una diminuzione delle api in sé, nonché la perdita di intere colonie nei paesi dell’Europa occidentale.

A causare il fenomeno, concorrono diversi fattori tra cui: l’utilizzo di pesticidi, l’agricoltura intensiva e i cambiamenti ambientali e climatici che, secondo Coldiretti, hanno stravolto le fioriture e non hanno quindi permesso alle api di alimentarsi raccogliendo il nettare.

Inoltre, affatto trascurabile è il valore economico: si stima infatti che la fecondazione naturale compiuta dalle api, abbia a livello globale un valore economico di circa 265 miliardi di euro l’anno.

Alcune iniziative concrete a sostegno delle api

Il Wwf, in occasione della Giornata, ha lanciato un appello per firmare la petizione “Salviamo Api e Agricoltori”. Nell’ambito della propria campagna Food4Future, invita i cittadini a chiedere alla Commissione europea di non usare pesticidi e di sostenere maggiormente l’agricoltura biologica. Franco Ferroni, responsabile agricoltura & biodiversità del Wwf Italia afferma in una nota stampa: “É importante raggiungere l’obiettivo di 1 milione di firme per fare sentire in Europa la voce dei cittadini che chiedono norme più severe per l’uso dei pesticidi e l’eliminazione delle sostanze chimiche riconosciute dannose per le api e gli altri impollinatori, come i tristemente noti neonicotinoidi. Le Strategie europee presentate proprio il 20 maggio dello scorso anno infatti, vanno nella giusta direzione ma vanno difese da chi per propri interessi vorrebbe indebolirle e rendere i loro obiettivi non vincolanti per gli Stati membri”. 

L’azienda Agnesi, storico marchio italiano di pasta, ha preso l’impegno di non utilizzare i neonicotinoidi nel trattamento dei semi del grano, materia prima della sua pasta, volendo così ribadire l’importanza di tutelare l’ambiente e in particolare la biodiversità, per aiutare le api in pericolo. Questa iniziativa si inserisce all’interno di un impegno più ampio dell’azienda che comprende altre iniziative sostenibili, come: prediligere l’acquisto delle materie prime da fornitori più vicini ed implementare un modello di filiera controllata per il grano.

Il marchio dell’olio Monini ha avviato a livello nazionale un progetto, in collaborazione con Lifegate, che si è inizialmente concentrato sulla salvaguardia delle api del Gargano, ma successivamente ha portato avanti l’adozione di 100 mila api nell’hinterland milanese, a Carugate. In totale, nel giro di quattro anni, da quando è partita l’iniziativa nel 2018, sono state adottate 750 mila api. Nel 2021, l’adozione delle api verrà diffusa in tutta Italia, grazie ai consumatori che potranno scegliere questa iniziativa attraverso il concorso “Vinci e Aiuta”.

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Redazione
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