borghi

È stato presentato il 20 dicembre l’avviso pubblico per l’accesso alle risorse del Piano nazionale borghi previsto dal Pnrr, con uno stanziamento pari a 1 miliardo di euro. Come ha spiegato alla Conferenza Stato-Regioni il ministro della Cultura, Dario Franceschini, l’intervento intende vincere la sfida del ripopolamento dei borghi: Le nuove condizioni tecnologiche consentono di far diventare dei luoghi di lavoro reali delle realtà che fino a pochi anni fa non potevano attrarre né persone, né occupazione, ha dichiarato in una nota stampa.

Ripopolare i borghi: le linee di azione

Il Piano del Governo punta a favorire l’attrattività dei borghi storici, secondo due linee di azione.

  1. Progetti pilota per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio abbandono o abbandonati, tramite la realizzazione di un numero limitato di interventi di carattere esemplare, uno per ciascuna Regione o Provincia Autonoma per un totale di 21, a cui sono destinati 420 milioni di euro. Ciascun intervento sarà di importo pari a 20 milioni di euro: I progetti dovranno prevedere l’insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi nel campo della cultura, del turismo, del sociale o della ricerca, alberghi diffusi, residenze d’artista, centri di ricerca e campus universitari, residenze sanitarie assistenziali dove sviluppare anche programmi a matrice culturale, residenze per famiglie con lavoratori in smart working e nomadi digitali, viene spiegato nella nota. Per questa linea di azione, le Regioni dovranno presentare la propria proposta al MiC entro il 15 marzo 2022: il percorso si concluderà entro maggio 2022 con l’ammissione al finanziamento.
  2. Progetti locali di rigenerazione culturale di almeno 229 borghi storici. In particolare, 380 milioni andranno a sostenere le proposte presentate dai Comuni e 200 milioni di euro verranno indirizzati quale regime di aiuto a micro, piccole e medie imprese localizzate o che intendono insediarsi nei borghi che saranno selezionati. La prima componente si attuerà tramite avviso pubblico emanato dal MiC per il finanziamento delle proposte presentate da Comuni in forma singola o aggregata (fino a un massimo di 3 Comuni) con popolazione residente complessiva fino a 5.000 abitanti. I progetti potranno prevedere interventi, iniziative o attività in ambito culturale e in quelli dell’istruzione, ricerca, welfare, ambiente o turismo: l’importo massimo del contributo sarà di circa 1,65 milioni di euro a borgo. I Comuni dovranno presentare entro il 15 marzo 2022 le candidature per il finanziamento dei progetti: l’istruttoria si concluderà entro maggio 2022 con l’ammissione a finanziamento delle proposte e l’assegnazione delle risorse ai Comuni. Con bando successivo, i 200 milioni di euro della seconda componente verranno assegnati alle imprese che svolgono attività culturali, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali localizzati nei Comuni selezionati per la realizzazione dei progetti, fino a un totale complessivo tra le due componenti di circa 2,53 milioni di euro a borgo.

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Pnrr, 40% delle risorse alle regioni del Mezzogiorno

Altro punto all’ordine del giorno, discusso alla Conferenza Stato-Regioni, è stato il tema delle infrastrutture, in particolare le azioni da mettere in campo per migliorare l’approvvigionamento idrico: “Una delle emergenze che riguarda molti nostri acquedotti è quella relativa alle perdite di distribuzione dell’acqua”, ha commentato in una nota stampa il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonomeMassimiliano Fedriga. “Per questo è molto importante che in Conferenza unificata sia stata sancita un’intesa che destina 900 milioni di euro proprio a fronteggiare tale situazione oltre che a digitalizzare e a monitorare tali reti e, tra l’altro, il 40% di queste risorse saranno per altro destinate alle Regioni del mezzogiorno”, ha concluso.

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