Gli effetti del riscaldamento globale sui ghiacciai del pianeta sono noti. Tuttavia le problematiche legate alla riduzione della superficie ghiacciata non sono le uniche criticità legate a questo fenomeno. Con l’aumento delle temperature infatti riemergono anche i resti degli escursionisti morti nel corso degli anni. Scalatori e guide del posto, come si legge in un articolo del New York Times, si stanno infatti imbattendo sempre più frequentemente in ossa, arti e corpi che per anni sono stati conservati nei ghiacciai. 

“Una nuova normalità”

La neve si sta sciogliendo e i corpi stanno emergendo“, spiega al New York Times la guida Kami Rita Sherpa – “trovare le ossa è diventata la nuova normalità per noi”.

Criticità

Questa situazione crea non pochi problemi. Se da un parte il trasporto a valle di un cadavere congelato è un’operazione tutt’altro che semplice, dall’altro è necessario intervenire per evitare che i resti rappresentino un deterrente psicologico e un vero e proprio ostacolo fisico per gli amanti della montagna.

Più CO2 per contrastare il climate change

Quello dell’emersione di cadaveri dai ghiacci è solo uno dei tanti effetti del riscaldamento globale, una problematica di cui ormai è stata compresa la gravità su scala globale. Una delle ultime proposte per arginare il fenomeno è quella di un team di scienziati della Stanford University, secondo cui per ridurre le emissioni di CO2, che causano il l’incremento delle temperature, si potrebbe adottare una soluzione che in un primo momento potrebbe sembrare paradossale: aumentare le emissioni di CO2. Poiché infatti, come si legge su Popular Science, il metano riscalda l’atmosfera 84 volte di più della CO2 in un arco di tempo di 20 anni, secondo i ricercatori si potrebbe provare a convertire questa molecola in anidride carbonica per rallentare l’aumento delle temperature. Naturalmente non sono mancate le posizioni scientifiche che si oppongono totalmente all’idea sottolineando come si tratti di una strada assolutamente non percorribile.

Una città carbon neutral in Ungheria

Tanti sono i progetti, trasversali a diversi settori (trasporti, industria, alimentare etc.), che puntano a ridurre le concentrazione di CO2 in atmosfera. Tra questi molti sono relativi al settore della progettazione urbana. Un esempio è il progetto di una città completamente carbon neutral in Ungheria. Il centro urbano dovrebbe essere situato nella zona nord ovest del paese, come scrive l’agenzia Bloomberg. L’idea è di avere un approvvigionamento energetico al 100% proveniente da energia solare e biogas.

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