Rifiuti Lombardia è braccio di ferro tra Regione e Governo

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MaroniRoberto Maroni, presidente di Regione Lombardia, non ci sta e si rivolge alla Corte Costituzionale. “Abbiamo presentato alla Corte Costituzionale un ricorso per manifesta incostituzionalità relativo all’articolo 35 del decreto ‘Sblocca-Italia – ha spiegato il Governatore durante la conferenza stampa dopo la seduta della Giunta – quello che prevede la possibilità per il Governo di derogare ai piani regionali e provinciali in materia di rifiuti”.

“In base a questo provvedimento – ha Puntualizzato Maroni – Palazzo Chigi “può decidere di mandare sul nostro territorio tutti i rifiuti del Paese, senza che la Regione possa fare nulla”. E Questo viola i poteri e le competenze che la Regione ha di programmare lo smaltimento dei rifiuti sulla base del principio dell’autosufficienza. “Noi – ha concluso il governatore – siamo autosufficienti, vogliamo decidere da soli se e quando trattare i rifiuti delle regioni che non sono in grado di smaltirli”. Il Governatore non usa mezzi termini per esprimere il suo disappunto sul decreto e ribadire il fatto che, non vuole cedere potere decisionale al Governo.

Alle parole di Maroni, fanno eco quelle di Claudia Maria Terzi, assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, che durante l’intervento di apertura dell’ottavo Salone sulle bonifiche dei Siti contaminati e sulla riqualificazione del territorio, sul tema ‘Benchmarking sulle bonifiche in Italia, in Europa e nel mondo’, ha detto: “Regione Lombardia guarda con estremo interesse e incentiva la promozione di nuove tecnologie di bonifica meno impattanti – che significa: minimizzare la produzioni rifiuti favorendo il trattamento in situ, così da produrre un minore impatto ambientale e un minor consumo di risorse -, una maggiore sostenibilità economico-ambientale, e una selezione delle tecnologie potenzialmente applicabili nelle diverse tipologie di contaminazioni del contesto lombardo”. 

Durante l’intervento, l’Assessore ha sottolineato l’importanza della ricerca scientifica e di un dialogo a 360 gradi, con aziende private e amministrazioni locali, volto a restituire un “futuro alle terre che troppo spesso sembrano dimenticate.” Negli anni passati, ma purtroppo anche oggi – ha puntualizzato l’Assessore – assistiamo a massicci smaltimenti illegali di rifiuti, è il caso dell’ormai tristemente famosa ‘Terra dei Fuochi’, così come assistiamo a ritardi nell’attuazione di azioni di bonifica, che discendono dalla cronica carenza di risorse economiche fino anche al fallimento di bonifiche e riqualificazioni”.

A detta dell’assessore insomma, per evitare altre “Terre dei Fuochi” occorrono azioni innovative come quelle sviluppate nel nuovo piano di bonifica, ma occorre anche che arrivino le giuste risorse da Roma: “L’impegno di spesa per i Comuni entro la fine di quest’anno vale 19.508.812. Ammonta invece a circa 23 milioni il totale degli impegni di spesa previsti per l’anno 2015. “So bene che non sono cifre enormi capaci di risolvere i problemi – ha ammesso l’assessore Terzi -. Lo sappiamo e stiamo facendo di tutto per recuperare più fondi possibili. Purtroppo da Roma per i Sin la situazione è decisamente peggio: lo conferma l’ultimissimo stanziamento in ordine di tempo da parte del Ministero guidato da Galletti: 3,8 milioni per i Sin della Lombardia, da dividere tra Mantova e Brescia, Briciole. Il Governo deve cominciare a fare la propria parte, come la Regione fa da anni”.

Inoltre, “Accanto alle tempistiche troppo lunghe – ha concluso Terzi – c’è poi, sempre a livello nazionale, il problema della proliferazione normativa, peraltro non sempre organica e coerente. Regione Lombardia non può legiferare in materia, ma, considerata la grande esperienza accumulata nel corso degli anni, ci rendiamo disponibili a contribuire attivamente alla stesura di una normativa che sia condivisa e stabile nel tempo, permettendo così di garantire tempi, procedure e costi di bonifica certi. Il dato certificato dal Ministero della Sanità, Asl competenti e Ue è che nelle aree vicine ai Sin non bonificate il tasso di mortalità infantile aumenta del 9 per cento”. “E allora pensiamo a loro e non ai soldi – l’appello -. E’ un obbligo morale trovarli”.  La gestione di rifiuti e le bonifiche di aree come la Terra dei Fuochi hanno, da sempre, rappresentato un problema a livello nazionale. Tra regioni molto virtuose, burocrazie, termovalorizzatori  e vuoti normativi, il futuro dello stivale ancora è incerto.

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Andrea Cavada
Nato a Roma, giornalista pubblicista, scrittore, appassionato di tematiche ambientali e sociali. Ho avuto esperienze in diverse testate, dove tra le altre cose, mi sono occupato di cronaca nera. Non esco mai di casa senza la mia curiosità.