Il Ministero dello Sviluppo economico ha inviato oggi alla Commissione europea a Bruxelles la proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima PNIEC, come annunciato dal MISE in una nota stampa.

Siamo riusciti nei tempi previsti – ha dichiarato in nota il Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’Energia Davide Crippaad elaborare uno strumento fondamentale per la politica energetica e ambientale del nostro Paese e dell’UE per i prossimi 10 anni, senza il quale continueremmo a navigare a vista e col pericolo di non raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti”. Una volta approvati dall’UE, gli obiettivi diventeranno vincolanti per il Paese.

Gli obiettivi del Piano Energia e Clima

Gli obiettivi contenuti nel piano, prosegue la nota, fanno riferimento alle 5 dimensioni in cui è strutturato: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività. Nel dettaglio:

  • 30% produzione di energia da Fer nei consumi finali lordi di energia, in linea con gli obiettivi previsti dalla UE;
  • 21,6% di energia da Fer nei consumi finali lordi di energia nei trasporti a fronte del 14% previsto dalla UE;
  • riduzione del 43% dei consumi di energia primaria rispetto allo scenario PRIMES 2007 a fronte di un obiettivo UE del 32,5%;
  • riduzione del 33%, dei GHG vs 2005 per tutti i settori non ETS, obiettivo superiore del 3% rispetto a quello previsto da Bruxelles.

Confronto e trasparenza

Per raggiungere gli obiettivi del piano, inviato nei tempi previsti dal Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio 2016/0375 sulla Governance dell’Unione dell’energia, “prevediamo una consultazione a tutti i livelli e, soprattutto, con le parti interessate, comprese le parti sociali”, ha precisato in nota il Sottosegretario. Soffermandosi sull’evolversi dei lavori ha poi precisato: “Oltre alla consultazione tramite la VAS (Valutazione Ambientale Strategica), contiamo di realizzare un percorso strutturato di confronto attraverso tavoli tematici di lavoro che coinvolgeranno i diversi player”.

A breve, annuncia Crippa, sarà promosso un evento per presentare al pubblico il piano dedicato al PNIEC “pensato per essere uno spazio di informazione e di dialogo sulle principali tematiche oggetto del piano, integrando anche la dimensione sociale della transizione energetica che, molto spesso, rappresenta la principale barriera al cambiamento”.

Partecipazione e VAS

“Abbiamo lavorato in questi mesi con un’officina condivisa tra tre ministeri, Ambiente, Sviluppo economico e Trasporti e infrastrutture, e il documento che si può leggere oggi è la prova che è stata realizzata una rivoluzione copernicana”, commenta soddisfatto in una nota stampa il ministro dell’Ambiente Sergio, Costa.

C’è una importante novità: per la prima volta è prevista la Valutazione ambientale strategica-Vas che dovrà esaminare l’impatto ambientale del piano nel corso del 2019. Una misura “fortemente voluta”, come precisa il ministro, che comporterà un confronto partecipativo tra gli stakeholder coinvolti e i territori.

“Nel 2024 gli obiettivi potranno essere revisionati solo al rialzo”, conclude il ministro, “ecco che il 30% delle rinnovabili potrà diventare il 32% e magari anche di più partendo però già da un obiettivo ambizioso e nello stesso tempo concreto e realizzabile”.

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