idrogeno verde

Il più grande elettrolizzatore d’acqua a membrana elettrolitica polimerica (Pem) d’Europa ha iniziato lo scorso 2 luglio le operazioni presso il parco energetico e chimico della Shell in Renania, producendo idrogeno verde. 

In quanto parte del consorzio europeo Refhyne e grazie al finanziamento dell’Ue, attraverso Fuel cells and hydrogen joint undertaking, l’impianto è il primo a utilizzare questa tecnologia su larga scala in una raffineria.

Obiettivo: produrre 1.300 tonnellate di idrogeno verde all’anno 

L’elettrolizzatore della Renania utilizzerà l’elettricità rinnovabile per produrre fino a 1.300 tonnellate di idrogeno verde all’anno. 

Questo sarà inizialmente utilizzato per produrre combustibili con minore intensità di carbonio, ma nel prossimo futuro, l’idrogeno verde potrebbe anche essere usato per l’industria, per riscaldare le case e alimentare i camion.

Il progetto Refhyne è in prima linea nell’intento di fornire idrogeno verde all’Europa, dato che giocherà un ruolo chiave per raggiungere gli obiettivi climatici del Green deal europeo, aiutando a decarbonizzare i settori più impattanti dei trasporti e dell’industria. 

Il consorzio europeo

Il consorzio europeo che sostiene il progetto è composto da Sintef, che è il coordinatore, Shell, Itm Power, Sphera e Element Energy. 

L’elettrolizzatore è stato prodotto da Itm Power a Sheffield, nel Regno Unito, e comprende parti prodotte in Italia, Svezia, Spagna e Germania.

Gli elettrolizzatori a membrana elettrolitica polimerica sono più compatti di un elettrolizzatore alcalino convenzionale e sono adatti a lavorare con le fonti di energia rinnovabile perché possono funzionare in modo dinamico usando carichi variabili di elettricità. Questo permette agli elettrolizzatori Pem di funzionare quando la generazione di energia eolica e solare è più conveniente.

Bart Biebuyck, direttore esecutivo, Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking, ha dichiarato: “Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, dobbiamo rimodellare radicalmente il nostro sistema energetico. L’idrogeno pulito giocherà un ruolo chiave nella mobilità elettrica e nell’industria, poiché ha un grande potenziale per decarbonizzare i settori in cui l’uso diretto di energia rinnovabile non è possibile. Di conseguenza, vogliamo accelerare il lancio sul mercato delle celle a combustibile e della tecnologia dell’idrogeno e sfruttare i loro vantaggi in Europa”.

Armin Laschet, ministro-presidente del Nord Reno-Westfalia, ha detto: “Siamo una regione a idrogeno. Con la messa in funzione del più grande impianto di elettrolisi Pem in Europa, stiamo espandendo ulteriormente il nostro ruolo di leader in questo campo. Stiamo quindi gettando le basi per un’industria moderna e verde, con posti di lavoro altamente qualificati. Oggi, il 30% della domanda tedesca di idrogeno proviene già dall’industria del nord Reno-Westfalia. Le stime prevedono che la domanda raddoppierà entro il 2030. Questo è il motivo per cui abbiamo bisogno di soluzioni innovative che soddisfino la domanda di idrogeno a zero emissioni di CO2. Progetti come Refhyne dimostrano come l’innovazione può beneficiare sia l’ambiente che l’economia”.

“Questo progetto dimostra un nuovo tipo di futuro energetico e un modello di produzione di energia a basse emissioni di carbonio che può essere replicato in tutto il mondo”, ha detto il direttore downstream di Shell, Huibert Vigeveno, alla cerimonia di apertura ufficiale. Shell vuole diventare un fornitore leader di idrogeno verde per i clienti industriali e dei trasporti in Germania”, ha aggiunto. “Nel fare ciò, vogliamo essere coinvolti nell’intero processo, dalla generazione di energia utilizzando l’eolico offshore, all’aumento della produzione e della distribuzione di idrogeno in tutti i settori. Vogliamo essere il fornitore e il partner di scelta per i nostri clienti mentre li aiutiamo a decarbonizzare”, conclude.

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Redazione
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