È una crescita veloce, imprevedibile e disomogenea quella che sta vivendo la mobilità condivisa in Italia. Un panorama variegato che vede affermarsi soprattutto servizi di carsharing, con 5.764 auto in condivisione in 29 città per 700.000 utenti nelle due formule free floating e station based, e di bikesharing, con 13.770 biciclette in 200 Comuni. Attrattivi anche il carpooling, soprattutto per gli spostamenti sistematici casa-lavoro o per le tratte in cui il trasporto su ferro è troppo costoso – ad esempio sulla Roma-Napoli -, e alcuni meno conosciuti come il bus e il park sharing. Milano sbaraglia le altre città italiane classificandosi come l’urbe più avanzata sotto il profilo della mobilità condivisa al pari delle altre città europee: quasi il 30% dei milanesi non ha auto e chi usa servizi di sharing si dice disposto a rinunciare completamente al veicolo privato.

Sharing mobility nel mondo

E per il futuro “lo scenario migliore che possiamo prevedere è la crescita combinata della shared mobility, dell’elettrico e dei veicoli a guida autonoma grazie al quale spariranno 9 auto su 10 per un risparmio di suolo del 20% – ha commentato Veronica Aneris, Senior policy officer di Transport&Environment – Per raggiungerlo lo sviluppo di questi trend va monitorato e incanalato in una collaborazione tra pubblico e privato”.
I dati e le sorprese del primo rapporto nazionale della sharing mobility
Le “sorprese” del 1° rapporto nazionale sulla sharing mobility. Il commento di Raimondo Orsini, Direttore Fondazione per lo sviluppo sostenibile.
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