L’1 novembre si celebra il World Vegan Day, una ricorrenza nata in Inghilterra nel 1994 per commemorare i cinquant’anni della Vegan Society, fondata nel 1944 da attivisti come Donald Watson ed Elsie Shrigley. Fu proprio Watson a coniare il termine vegan per distinguere i vegetariani che escludevano del tutto uova e latticini.
Oggi la scelta di ridurre o eliminare i prodotti di origine animale trova sempre più spazio anche in Italia: secondo l’ultimo Report Coop, il 6% degli italiani si dichiara vegetariano e il 3% vegano. Per guidare chi desidera intraprendere questo percorso, l’associazione Essere Animali ha condiviso cinque consigli pratici per un’alimentazione rispettosa dell’ambiente, della salute e degli animali.
Superare i falsi miti sulle carenze nutrizionali
I timori legati a possibili deficit nutrizionali dell’alimentazione plant-based non trovano riscontro nelle evidenze scientifiche. Principali società di settore — tra cui l’Academy of Nutrition and Dietetics, la Società Italiana di Nutrizione Umana e l’American Academy of Pediatrics — confermano che un’dieta vegetale ben bilanciata è adatta a ogni fase della vita, incluse infanzia e gravidanza. L’apporto costante di legumi, cereali integrali, verdura, frutta e frutta secca contribuisce a ridurre il rischio di patologie croniche frequentemente associate a un consumo elevato di derivati animali.
Impatto sul portafoglio: mangiare vegetale fa risparmiare
Contrariamente alla percezione comune, sostituire le proteine animali con quelle vegetali riduce la spesa quotidiana. Uno studio pubblicato su The Lancet evidenzia come un’alimentazione basata su ingredienti vegetali possa far risparmiare fino al 34% sulla spesa alimentare. I legumi — ricchi di ferro, calcio e fosforo — insieme a prodotti come tofu e seitan, rappresentano fonti proteiche economiche e accessibili. Sebbene i prodotti industriali trasformati (come burger o salsicce vegetali) abbiano prezzi più alti, questi non costituiscono la base indispensabile della dieta.
Riscoprire la tradizione e sperimentare in cucina
L’alimentazione vegetale attinge a piene mani dalla tradizione gastronomica italiana, ricca di piatti privi di ingredienti animali: dalla ribollita e pappa al pomodoro toscane alla vignarola laziale, fino al pesto alla trapanese o pane e panelle in Sicilia. Molte ricette classiche possono inoltre essere riviste in chiave vegetale:
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Primi piatti tradizionali: il guanciale in carbonara o amatriciana può essere sostituito da tofu affumicato, tempeh, seitan o funghi rosolati.
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Lasagne e ragù: le lenticchie, il granulare di soia o il seitan sbriciolato offrono un’ottima alternativa alla carne macinata.
Informarsi tramite canali e progetti dedicati
Per accompagnare il cambiamento con ricette e consigli nutrizionali, Essere Animali promuove diverse iniziative sul territorio e sul web:
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IoScelgoVeg: una piattaforma informativa supportata da una community social di 90.000 persone e da un archivio di oltre 1.400 ricette curate da chef e creator.
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Mense per il Clima: campagna avviata nel 2022 insieme a Legambiente per incrementare l’offerta di piatti vegetali nelle mense universitarie italiane, promuovendo la formazione del personale e il dialogo con gli enti per il diritto allo studio.
Il valore delle scelte quotidiane: non serve la perfezione
Avvicinarsi a uno stile di vita plant-based non richiede un approccio rigido, poiché anche piccole modifiche alle abitudini quotidiane generano un impatto significativo:
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Emissioni e risorse: secondo i dati di Our World in Data e Water Footprint, se la popolazione mondiale mangiasse vegetale per un solo giorno si risparmierebbero 22 milioni di tonnellate di CO₂ e 6,5 miliardi di metri cubi d’acqua (pari a 2.600 piscine olimpioniche).
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Tutela animale: Animal Charity Evaluators stima che un singolo giorno globale senza prodotti animali eviterebbe il sacrificio di oltre 245 milioni di animali terrestri e 2 miliardi di animali marini.
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Benefici clinici: una ricerca europea condotta su oltre 266 mila persone indica che, mentre i cibi ultra-processati di origine animale aumentano del 9% il rischio di multimorbilità cronica (diabete, tumori, patologie cardiovascolari), le alternative vegetali ultra-processate non mostrano tale correlazione.
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