Elettricità, Italia guida la svolta energetica globale verso Cop31

Focus sul report speciale Electrification dell'Iea

L’Italia si posiziona in prima linea nel processo globale di transizione energetica, registrando ritmi di elettrificazione dei consumi finali e di adozione della mobilità elettrica superiori alla media europea e globale. È quanto emerge dai dati contenuti nel nuovo rapporto speciale intitolato Electrification redatto dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea). Il documento, predisposto nell’ambito della partnership strategica per la Cop31, traccia i contorni di una vera e propria Età dell’Elettricità, indicando come la sostituzione dei combustibili fossili con il vettore elettrico rappresenti oggi la leva fondamentale per rafforzare la sicurezza energetica, abbattere le emissioni di carbonio e tagliare le bollette di famiglie e imprese.

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Primato dell’Italia nella corsa all’elettrificazione

Nel quadro tracciato dall’Iea, l’Italia spicca come uno dei contesti più dinamici d’Europa. Nel corso della prima metà del 2026, l’Europa ha visto un’immatricolazione di veicoli elettrici pari a un terzo delle vendite totali, con un forte incremento guidato dalle prestazioni eccezionali di alcuni mercati chiave. In questo scenario, il nostro Paese ha mostrato una risposta reattiva, spinta dalle politiche di incentivo, dall’espansione delle infrastrutture di ricarica e da una forte sensibilità verso l’efficienza nei consumi domestici.

Il contesto italiano riflette le dinamiche tipiche delle economie importatrici di energia: l’elevata dipendenza dai mercati esteri del gas e del petrolio rende il costo dell’energia fossile particolarmente sensibile alle crisi geopolitiche. Di conseguenza, la convenienza economica dell’elettrificazione in Italia risulta nettamente superiore rispetto alla media.

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Elettrificazione: pompe di calore residenziali e industria

I dati dell’Iea mostrano che l’installazione di pompe di calore reversibili è oggi economicamente vantaggiosa in circa il 75% dei contesti residenziali dei Paesi avanzati. In Italia, dove le temperature estive sempre più elevate spingono la domanda di condizionamento, l’adozione delle pompe di calore sta registrando tassi di crescita tra i più alti del continente, riducendo progressivamente la dipendenza dalle caldaie a gas.

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Sul fronte industriale, l’Italia gode di una struttura manifatturiera orientata verso settori a medio-bassa temperatura (come l’agroalimentare, il tessile e la meccanica di precisione) in cui l’elettrificazione è già oggi ampiamente competitiva. Circa il 40% dei consumi energetici per le applicazioni industriali a bassa e media temperatura nel mondo può essere elettrificato con successo ed efficienza, e le imprese italiane stanno convertendo rapidamente i propri processi tecnologici per proteggersi dalla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili.

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La visione globale: verso il target 35-by-35 per la Cop31

A livello globale, la domanda di energia elettrica negli ultimi dieci anni è cresciuta a un ritmo superiore al 3% all’anno, viaggiando a una velocità quasi doppia rispetto alla domanda energetica complessiva. Oggi l’elettricità soddisfa il 23% dei consumi finali di energia nel mondo, ma alimenta attività economiche che generano quasi il 50% del Pil globale. Per guidare questa trasformazione, la Presidenza della Cop31 ha proposto l’obiettivo globale 35-by-35, che punta a portare la quota dell’elettricità sul totale dei consumi finali al 35% entro il 2035.

L’analisi condotta dall’Iea dimostra che questo target è pienamente raggiungibile, sfruttando esclusivamente le tecnologie oggi già economicamente convenienti. Sulla base dei costi tecnologici, dei prezzi dell’energia e delle condizioni finanziarie attuali, la quota globale di elettrificazione salirebbe immediatamente al 33%.

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L’accelerazione dell’elettrificazione porta con sé un massiccio beneficio in termini di sicurezza energetica e stabilità finanziaria. Secondo il rapporto, l’adozione diffusa dei veicoli elettrici evita già oggi il consumo di circa 2,3 milioni di barili di petrolio al giorno. Entro il 2035, nello Scenario di Alta Elettrificazione (Hes), la domanda evitata di petrolio salirà a 18 milioni di barili al giorno. Per le nazioni importatrici nette di energia, ciò si tradurrà in un risparmio sulla spesa per le importazioni energetiche superiore a 460 miliardi di euro all’anno.

Scenari di mercato, investimenti e sfide infrastrutturali

Nonostante il quadro economico favorevole, la transizione verso un’economia pienamente elettrificata presenta ostacoli da superare. Gli investimenti complessivi nel settore dell’elettricità (generazione, reti e tecnologie di utilizzo finale) sono destinati a raggiungere circa 1.840 miliardi di euro nel 2026, arrivando a rappresentare il 60% di tutti gli investimenti energetici mondiali. Tuttavia, per raggiungere il target del 35% al 2035, gli investimenti nelle sole tecnologie di utilizzo finale dovranno triplicare, arrivando a circa 920 miliardi di euro all’anno.

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Le principali barriere non riguardano più la maturità tecnologica, bensì i costi di capitale iniziali per i consumatori, la lentezza nei processi autorizzativi e la necessità di adeguare le infrastrutture di rete. Le reti elettriche dovranno espandersi ed essere modernizzate con un ritmo superiore del 40% rispetto a quello registrato nel decennio precedente per evitare colli di bottiglia, ritardi nelle connessioni e rischi di stabilità. Parallelamente, la capacità dei sistemi di accumulo a batteria dovrà crescere di circa dieci volte entro il 2035, raggiungendo i 2.900 gigawatt a livello globale.

Il rapporto sottolinea infine la necessità di gestire i nuovi rischi di sicurezza, in particolare la concentrazione geografica delle catene di fornitura dei minerali critici e dei componenti per le batterie, oltre ai rischi di cybersicurezza legati alla gestione digitale delle reti. Ciononostante, grazie all’elevata efficienza delle tecnologie elettriche, le bollette energetiche medie delle famiglie nello Scenario Hes sono destinate a ridursi di circa il 15% entro il 2035, offrendo un concreto beneficio economico diretto ai cittadini.

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