“Opportunità per regolatori di mettere esperienze a fattor comune”

Il ruolo dell’academy EnRa: intervista al vicedirettore della Florence School of Regulation, Alberto Pototschnig

Il processo di trasformazione del settore elettrico europeo ha imboccato una fase decisiva, ponendo ulteriori sfide ai regolatori. Le nuove direttive dell’Unione Europea mirano a ridisegnare l’assetto dei mercati, stimolare gli investimenti nelle fonti rinnovabili, ammodernare le infrastrutture di rete e integrare le opportunità offerte dalla digitalizzazione. Tuttavia, l’efficacia concreta di questo imponente impianto normativo si misura anche nella capacità applicativa delle singole autorità nazionali. La vera sfida consiste perciò nel declinare gli orientamenti comunitari all’interno dei contesti regolatori dei vari Paesi membri, garantendo coerenza, sostenibilità economica e tutela per i consumatori finali.

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La presentazione dell’EnRa all’Istituto Universitario Europeo.

In questo scenario di rapida evoluzione si inserisce il lancio, il 15 settembre scorso a Firenze, dell’Energy Regulation Academy (EnRa). Un progetto nato dalla cooperazione tra la Florence School of Regulation dell’Istituto Universitario Europeo e la task force della Commissione europea per le riforme e gli investimenti (SG Reform). L’iniziativa si propone di affiancare il personale delle istituzioni e degli enti pubblici lungo un percorso triennale di alta formazione, approfondimento tecnico e condivisione delle migliori pratiche. L’obiettivo centrale è la creazione di uno spazio comune in cui i funzionari possano sviluppare competenze mirate per affrontare problematiche complesse, dall’adozione dell’intelligenza artificiale fino alla definizione di modelli di governance stabili per il mercato dell’energia.

Per analizzare l’impatto di questo percorso, e le modalità con cui l’Academy intende supportare il lavoro dei regolatori, abbiamo intervistato il vicedirettore della Florence School of Regulation, Alberto Pototschnig.

Può capitare che le direttive UE possano scontrarsi con le specificità dei singoli contesti nazionali. In che modo l’EnRA intende bilanciare l’esigenza di una regolazione omogenea a livello continentale con la flessibilità richiesta dai diversi modelli energetici degli Stati membri?

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Alberto Pototschnig, vicedirettore della Florence School of Regulation.

Le direttive europee devono rispettare il principio di sussidiarietà stabilito nei Trattati, secondo il quale l’intervento a livello comunitario deve limitarsi a quelle aree in cui un’azione comune risulta più efficace, lasciando altrimenti spazio agli Stati membri di intervenire a livello nazionale. Pertanto, l’intervento europeo si concentra già dove l’armonizzazione a livello continentale è necessaria e l’EnRA supporta le autorità degli Stati membri a implementare le necessarie norme europee nei contesti nazionali.

La transizione energetica corre a una velocità trascinata da digitalizzazione, intelligenza artificiale e risorse distribuite, mentre i processi normativi mantengono tempi fisiologicamente più lunghi. Come si struttura una formazione per i regolatori che sia in grado di anticipare — e non solo inseguire — questi cambiamenti tecnologici?

La velocità dello sviluppo tecnologico – digitalizzazione, intelligenza artificiale – e della decentralizzazione delle risorse impongono all’azione regolatoria di diventare più snella e fare maggiore uso dei suoi principi cardine, piuttosto che basarsi su specifici modelli organizzativi o funzionali. Un esempio a tal proposito è la regolazione delle reti elettriche che deve considerare nuove opportunità per aumentare la loro capacità di trasporto ove necessario. Confrontando diverse possibili alternative – sviluppo di nuove linee o aumento della capacità delle linee esistenti attraverso l’utilizzo delle cosiddette Grid Enhancing Technologies.

In questo contesto, la regolazione deve rimanere neutrale rispetto alle diverse soluzioni, incentivando gli operatori a preferire quelle più efficaci ed efficienti. L’EnRA rappresenta un’opportunità per i regolatori nazionali di riflettere sulle nuove sfide, di individuare gli approcci regolatori più efficaci nella nuova realtà e di mettere le reciproche esperienze a fattor comune.

Il nuovo assetto del mercato elettrico richiede ingenti capitali per la digitalizzazione e il potenziamento delle reti, in un momento di forte attenzione al costo delle bollette. Che ruolo gioca la capacità regolatoria nazionale nel creare un quadro stabile che attragga investitori senza scaricare rischi eccessivi sui consumatori finali?

Un quadro di regole stabile e credibile, limitando il rischio regolatorio, è una precondizione per attrarre investimenti a costo minimo per il sistema. Supportando la crescita delle capacità delle autorità di regolazione e delle altre amministrazioni pubbliche, l’EnRA contribuisce a migliorare la loro capacità di sviluppare approcci regolatori stabili e credibili, basato sulle migliori pratiche internazionali.

L’EnRA nasce come progetto triennale sostenuto dallo Strumento di supporto tecnico dell’UE. Qual è la visione per garantire che la rete di competenze e la comunità di pratica diventino un asset permanente e autonomo per la governance energetica europea?

Oltre all’aspetto formativo, uno degli obiettivi dell’EnRA è di creare una comunità tra i regolatori nazionali. In questo ambito si colloca il coinvolgimento del Council of European Energy Regulators – Ceer. Pertanto, anche qualora l’EnRA non dovesse essere rinnovata oltre l’attuale triennio, confidiamo sul fatto che tale comunità possa comunque continuare a consentire lo scambio di conoscenza ed esperienze tra le autorità coinvolte.

La formazione del settore pubblico oscilla spesso tra approcci accademici tradizionali e pratiche di capacity building. In che modo l’EnRA misurerà l’effettivo impatto formativo sui processi decisionali dei singoli Paesi, e quali metodologie operative saranno adottate per trasformare il peer-learning in decisioni regolatorie concrete?

Oltre ai corsi, l’EnRA prevede seminari bilaterali o multilaterali con le autorità di regolazione coinvolte, in modo da poterle supportare più direttamente nell’implementazione delle riforme previste dalla normativa europea. Tali seminari forniranno un’occasione per verificare l’impatto delle attività di formazione.

Peraltro, l’EnRA non può avere come unico parametro di impatto l’implementazione di tali riforme, che dipende solo in parte dalla capacità tecnica dell’autorità di regolazione e delle altre amministrazioni pubbliche coinvolte.

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Massimo Boddi
Freelance nel campo della comunicazione, dell’editoria e videomaker, si occupa di temi legati all’innovazione sostenibile, alla tutela ambientale e alla green economy. Ha collaborato e collabora, a vario titolo, con organizzazioni, emittenti televisive, web–magazine, case editrici e riviste. È autore di saggi e pubblicazioni.