La Regione Lazio presenta una strategia ambiziosa da oltre 120 milioni di euro, al Parlamento Europeo di Bruxelles. Si tratta di un piano massiccio di investimenti destinato a ricerca, startup e sostenibilità.
L’evento che si è svolto ieri 2 luglio, coordinato da Francesco Marcolini, presidente di Lazio Innova, ha visto la partecipazione di Eni, Enel, Terna, Enea, oltre alla DG Energy della Commissione Europea e alla Banca Europea degli Investimenti (BEI). L’obiettivo è chiaro: trasformare il territorio in un magnete per capitali e competenze.
«Vogliamo costruire un ecosistema sempre più competitivo, in cui imprese, ricerca e istituzioni lavorino insieme per rendere la transizione energetica un motore di sviluppo», ha dichiarato Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio. «Puntiamo a consolidare il nostro ruolo come leader della transizione energetica, capace di attrarre risorse, investimenti e talenti».

I quattro pilastri della strategia laziale
Il piano industriale e finanziario della Regione si articola su quattro direttrici strategiche, pronte a partire già dal prossimo autunno:
1. I due nuovi Hub dell’Open Innovation
A partire da settembre 2026, apriranno i battenti due centri d’eccellenza:
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Civitavecchia: un polo interamente finalizzato alla transizione energetica.
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Roma (zona Ostiense): un Hub dell’Innovazione ad alto valore tecnologico. Ospiterà tavoli internazionali focalizzati su energia verde, sistemi di accumulo e intelligenza artificiale applicata alle reti.
2. Bandi e investimenti per 85 milioni
Sempre a settembre verranno lanciati i bandi “Filiere Tecnologiche” e “STEP-FRI”. Finanziati con 85 milioni di euro di fondi FESR, questi strumenti avranno un asse dedicato alle tecnologie green e permetteranno, per la prima volta, anche alle grandi imprese di fare da capofila, stimolando il cofinanziamento da parte dei privati.
3. Venture Capital e acceleratori per le startup
Per dare linfa alle nuove imprese, la Regione metterà in campo 26 milioni di euro (da integrare con capitali privati) destinati a un fondo di Venture Capital e a cinque acceleratori specializzati. I soggetti selezionati tramite bando pubblico guideranno la crescita delle startup del settore Cleantech per i prossimi tre anni.
4. Progetti europei in sinergia con ENEA
Sul fronte della ricerca pura, la collaborazione con ENEA ha già fruttato oltre 10 milioni di euro in progetti europei (nell’ambito dei programmi I3 e Horizon Europe), dedicati a Smart Building Hubs, energie rinnovabili e AI applicata ai sistemi energetici.
Lo sguardo al post-2027: a caccia dei fondi UE
La strategia del Lazio non si ferma al presente, ma guarda già alle scadenze comunitarie a lungo termine. La Regione sta infatti seguendo da vicino i negoziati per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, dove la partita energetica sarà centrale.
Nel mirino della Pisana ci sono i tre grandi pilastri europei del futuro:
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Il Fondo europeo per la competitività (410 miliardi totali, di cui 67,4 miliardi per la decarbonizzazione).
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Il programma Horizon Europe (175 miliardi per la ricerca).
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Il Meccanismo per collegare l’Europa (circa 30 miliardi destinati alle reti infrastrutturali).
«L’obiettivo della Regione – ha concluso la vicepresidente Angelilli – è cogliere tutte le opportunità europee per rafforzare la competitività del territorio, sostenendo innovazione, ricerca e transizione energetica». Un guanto di sfida che il Lazio lancia ufficialmente da Bruxelles, con l’ambizione di guidare la rivoluzione verde italiana.
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