Energia, nasce il progetto europeo HyCavern: la sfida per stoccare l’idrogeno sotto terra ovunque in Europa

Se l’idrogeno verde è destinato a diventare la spina dorsale della transizione energetica europea, la vera sfida del prossimo decennio non sarà solo produrlo, ma capire dove conservarlo. Oggi, le opzioni di stoccaggio sotterraneo su larga scala sono strettamente legate a specifiche formazioni geologiche (come i giacimenti di sale esauriti), presenti solo in alcune aree del continente.

HyCavern

Per rompere questo vincolo geografico è nato ufficialmente HyCavern, un ambizioso progetto europeo che unisce 15 partner internazionali tra centri di ricerca, università e colossi industriali. Coordinato dall’istituto norvegese SINTEF Industry – sotto la guida degli scienziati Pierre-Rolf Cerasi e Mohammad Masoudi – e supportato dalla Clean Hydrogen Partnership, il progetto punta a sviluppare una tecnologia di stoccaggio sicura, economica e, soprattutto, replicabile ovunque: le caverne in roccia rivestita (Lined Rock Caverns – LRC).

La tecnologia: democratizzare lo stoccaggio dell’idrogeno

Il concetto alla base di HyCavern consiste nello scavare caverne artificiali direttamente nella roccia profonda, per poi rivestirle internamente con materiali hi-tech capaci di sigillare perfettamente il gas. Questo approccio ingegneristico permette di slegarsi dalla presenza di particolari conformazioni naturali, rendendo teoricamente possibile la costruzione di depositi di idrogeno anche in regioni che oggi ne sono escluse.

Nei prossimi tre anni, il consorzio lavorerà su diversi fronti tecnologici per rendere queste strutture sicure e commerciali:

  • Acciai anti-perdita: sviluppo di rivestimenti metallici avanzati tramite saldatura laser e coperture protettive per eliminare il rischio di infragilimento da idrogeno (un fenomeno chimico che rende i metalli fragili a contatto con il gas) e prevenire micro-fessurazioni.

  • Cemento a basse emissioni: test di materiali cementizi a ridotto impatto ambientale per garantire l’integrità strutturale del perimetro della caverna nel lungo periodo.

  • Sensori 3D e Digital Twin: integrazione di fibre ottiche e sensori stampati in 3D all’interno della struttura, collegati a un “gemello digitale” (Digital Twin) in grado di monitorare lo stato di salute del deposito in tempo reale e prevenire incidenti.

Una rete europea per la sicurezza energetica

La scalabilità di HyCavern è il vero fulcro del progetto. Tra gli strumenti che verranno sviluppati c’è anche un toolkit basato su mappatura GIS, pensato per aiutare i governi e le aziende energetiche a individuare i siti migliori in tutta Europa per la costruzione di questi impianti sotterranei.

L’importanza strategica del progetto è confermata dalla qualità e dalla varietà dei partner coinvolti, che coprono l’intera catena del valore e rappresentano l’eccellenza della ricerca e dell’industria europea. Accanto a SINTEF, spiccano nomi del calibro dell’Università di Oxford e di quella di Edimburgo, colossi tecnologici come Baker Hughes, e importanti realtà italiane come la Comec Innovative SRL, oltre a istituti di eccellenza in Germania (Fraunhofer ILT), Spagna, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera e Malta.

Verso l’autonomia energetica

Con l’aumento massiccio delle energie rinnovabili (eolico e solare) nel mix energetico europeo, l’idrogeno fungerà da enorme “batteria di riserva”: accumulerà l’energia in eccesso per rilasciarla nei momenti di picco della domanda o per decarbonizzare le industrie pesanti.

Fornendo una soluzione di stoccaggio flessibile e slegata dalla geografia, HyCavern promette di gettare le fondamenta infrastrutturali necessarie a garantire non solo la neutralità climatica, ma anche la sicurezza e l’indipendenza energetica dell’Europa nei decenni a venire.


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