Finanza climatica: patto storico tra BEI e Fondo Verde ONU

200 milioni di euro per i Green Bond nei mercati emergenti

La finanza climatica globale taglia un traguardo storico. Il Green Climate Fund (GCF) delle Nazioni Unite e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) hanno siglato il loro primo accordo di finanziamento. L’intesa prevede lo stanziamento di 200 milioni di euro da parte del GCF a favore della Global Green Bond Initiative (GGBI), il programma di punta dell’Unione Europea nato per sostenere la transizione ecologica nei Paesi a basso e medio reddito.

200 milioni di euro per i Green Bond nei mercati emergenti
da sin: president Ambroise Fayolle e Green Climate Fund’s Chief Investment Officer (a.i.) Amer Baig.

La somma confluirà direttamente nel Fondo GGBI, un veicolo di investimento pubblico-privato gestito da Amundi (il più grande asset manager d’Europa) che punta a raggiungere una dimensione di 3 miliardi di euro con l’obiettivo finale di mobilitare fino a 20 miliardi di euro in capitali privati per infrastrutture sostenibili.

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L’accordo punta a mitigare i rischi finanziari in 10 economie emergenti, sbloccando progetti chiave in settori cruciali come i trasporti e l’energia pulita.

“La nostra partnership con il Green Climate Fund dimostra come la cooperazione multilaterale possa ampliare l’azione per il clima dove è più necessario”, ha dichiarato Ambroise Fayolle, Vicepresidente della BEI. “Insieme sosteniamo la crescita sostenibile, la resilienza e il miglioramento degli standard di vita nei Paesi a basso e medio reddito.”

Amer Baig, Chief Investment Officer ad interim del GCF, ha sottolineato la portata strategica del progetto:

“Il GGBI è una partnership pietra miliare con la Commissione Europea e la BEI. Questo investimento azionario stimolerà progetti verdi guidati dai singoli Paesi e colmerà lacune critiche nei finanziamenti per il clima, sostenendo la nostra ambizione di essere il partner climatico di riferimento per i Paesi in via di sviluppo.”

Anche il settore privato, rappresentato da Amundi, vede in questa mossa un modello per il futuro della finanza sostenibile. Valérie Baudson, Amministratore Delegato di Amundi, ha commentato: “La nascita di questo fondo e il primo significativo impegno del GCF dimostrano che possiamo costruire soluzioni di finanza mista (blended finance) di grande impatto. Finanziare la transizione climatica nei mercati emergenti è una delle sfide cruciali del nostro tempo.”

I tre pilastri della Global Green Bond Initiative (GGBI)

Inserita nella più ampia strategia europea Global Gateway, l’iniziativa GGBI si sviluppa su tre direttrici complementari per accelerare la crescita dei mercati emergenti:

  1. Il Fondo GGBI: attira i grandi capitali privati verso investimenti sostenibili nei Paesi in via di sviluppo attraverso l’emissione di obbligazioni verdi.

  2. Assistenza Tecnica: un programma completo per condividere il know-how dell’UE, supportando gli emittenti locali nella progettazione e nel lancio di green bond.

  3. Green Coupon Subsidy Facility (GCSF): uno strumento di sussidio pensato per abbattere i costi di finanziamento per gli emittenti che si trovano ad affrontare tassi di interesse proibitivi, agevolando l’accesso al mercato.

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Una sinergia nel segno del Global Gateway

La cooperazione tra la BEI (già accreditata presso il GCF, il più grande fondo multilaterale al mondo dedicato al clima) si inserisce perfettamente nella cornice del Global Gateway. La strategia dell’Unione Europea mira a creare connessioni intelligenti, pulite e sicure nei settori digitale, energetico e dei trasporti, garantendo che gli investimenti globali rispettino i più elevati standard ambientali, sociali e di governance (ESG).

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