Il nuovo Osservatorio Pro Carton 2026 – condotto su oltre 5.000 consumatori in Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna – traccia l’identikit di un consumatore italiano sempre più ecocentrico, esigente e attento alla trasparenza. Per 7 italiani su 10, la raccolta differenziata e il riciclo non sono più solo buone abitudini, ma priorità assolute per contrastare la crisi climatica.
I numeri chiave del rapporto con il riciclo
Il comportamento dei cittadini fotografa una transizione ecologica ormai radicata nella quotidianità:
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+65% di sforzo: Quasi due terzi degli italiani hanno incrementato le proprie attività di riciclo nell’ultimo anno.
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Fiducia nella carta: il 91% è assolutamente sicuro del reale riciclo di carta e cartone.
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Fidelizzazione green: l’89% preferisce un imballaggio in cartone rispetto a uno in plastica a parità di prodotto.
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Acquisti consapevoli: il 42% sceglie con maggiore frequenza packaging ecocompatibili e prodotti a filiera corta (regionali).
Al contrario, la plastica (specialmente quella flessibile) viene percepita come il materiale meno riciclato e più problematico.
Winfried Muehling, Direttore Marketing e Comunicazione di Pro Carton, commenta così i dati: “In un mercato sensibile a greenwashing e shrinkflation, la fiducia diventa un fattore competitivo. Per i brand non basta più adottare soluzioni sostenibili, occorre comunicarle in modo credibile, chiaro e verificabile. I materiali rinnovabili come il cartone sono i veri protagonisti di questa economia circolare, unendo packaging, sostenibilità e trasparenza agli occhi di consumatori sempre più attenti.”
Il “fronte della sfiducia”: brand sotto la lente d’ingrandimento
Se i cittadini fanno la loro parte, cresce invece lo scetticismo verso le dichiarazioni ambientali delle aziende. Il rischio percepito di greenwashing frena gli entusiasmi:
Solo 1 italiano su 10 (10%) si fida ciecamente dei marchi quando dichiarano che un packaging è “100% riciclabile”. Il 64% esprime una fiducia parziale (“per lo più”), evidenziando un gap di credibilità che le aziende devono ancora colmare con azioni concrete e verificabili.
Le richieste dei consumatori: cosa deve fare il packaging?
La sostenibilità dell’imballaggio è ormai un prerequisito d’acquisto. Gli italiani pretendono che i brand si concentrino su tre pilastri:
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Materiali naturali e rinnovabili (richiesti dal 66%)
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Riduzione drastica della plastica (60%)
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Facilità di riciclo (44%)
La sensibilità è talmente alta che il 58% degli intervistati chiede il divieto assoluto per gli imballaggi non riciclabili, una percentuale che sale fino al 65% nella fascia d’età tra i 45 e i 59 anni.
Inflazione e “shrinkflation”
L’attenzione all’ambiente non cancella le preoccupazioni economiche. In cima ai pensieri degli italiani troviamo il costo della vita (64%), seguito dai conflitti internazionali (63%) e dal cambiamento climatico (57%).
In questo scenario si inserisce la lotta alla shrinkflation (la riduzione di quantità/qualità di un prodotto a parità di prezzo), fenomeno ormai noto al 73% degli italiani. Di fronte a questa pratica, i consumatori reagiscono con fermezza:
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Il 51% si orienta verso prodotti con un miglior rapporto qualità-prezzo.
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Il 30% cambia direttamente marchio.
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Il 20% smette del tutto di acquistare il prodotto.
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