Da Genova a Carmagnola, l’adozione del modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) segna l’attenzione sempre maggiore a un sistema di consumo che prevede una partecipazione attiva, dove i Comuni diventano veri e propri motori della transizione ecologica.
Genova: il capoluogo diventa “Prosumer”
A Genova, la giunta comunale, su impulso dell’assessora all’Ambiente e Transizione Ecologica Silvia Pericu, ha approvato la proposta di adesione a CERMAGe, la comunità energetica metropolitana. La novità sostanziale risiede nel ruolo che il Comune intende assumere: quello di prosumer.
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L’ente non si limiterà a regolare il mercato, ma produrrà e consumerà energia propria, condividendola con il territorio. Questo permetterà di mettere a sistema gli impianti fotovoltaici esistenti e futuri sul patrimonio comunale, ottimizzando i consumi e abbattendo i costi nel medio-lungo periodo.
“Le comunità energetiche non sono solo uno strumento tecnico, ma un vero modello di innovazione sociale,” spiega l’assessora Pericu. “Genova vuole essere protagonista di questo cambiamento, coniugando efficienza e coesione sociale per contrastare la povertà energetica.”
Carmagnola e l’eccellenza della “CER Roero”
Spostandosi in Piemonte, il Comune di Carmagnola ha ufficializzato all’unanimità l’adesione alla CER Roero. Non si tratta di un progetto agli esordi: la realtà, nata nel maggio 2024, vanta già 30 Comuni soci e una produzione stimata di 3.830 MWh di energia condivisa all’anno. Un successo tale da essere già stato insignito del premio come “Comunità Energetica dell’anno 2025”.
La sindaca Ivana Gaveglio ha evidenziato come questa scelta rappresenti un’opportunità concreta per cittadini e imprese, che ora possono associarsi per scambiare energia pulita, beneficiando di incentivi economici e riducendo l’impatto ambientale.
I pilastri del modello CER: ambiente, economia e sociale
Sebbene nate in contesti diversi, le iniziative di Genova e Carmagnola condividono i medesimi obiettivi strategici, definiti dalla normativa nazionale e dalla direttiva europea RED II:
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Sostenibilità ambientale: riduzione drastica delle emissioni di $CO_2$ grazie all’abbandono progressivo delle fonti fossili.
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Vantaggi economici: maggiore efficienza della rete elettrica, riduzione delle perdite di trasmissione e accesso a incentivi statali che si traducono in risparmi in bolletta.
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Impatto sociale: il modello partecipativo permette di redistribuire i benefici economici, offrendo un supporto concreto alle fasce di popolazione colpite dalla povertà energetica.
Verso una rete integrata
Questi provvedimenti dimostrano che la transizione energetica non è più una visione teorica, ma una realtà operativa che rafforza il legame tra istituzioni, imprese e cittadini. Mentre Genova attende l’approvazione definitiva del Consiglio comunale per attivare le sue configurazioni di autoconsumo, Carmagnola è già pronta a accogliere nuovi membri (scrivendo a carmagnola@ceroero.it), confermando che la forza della transizione risiede nella capacità del territorio di fare rete.
In entrambi i casi, il messaggio è univoco: l’energia non è più solo un costo da subire, ma una risorsa da gestire collettivamente per il bene del pianeta e della comunità.
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