Decreto Carburanti: Movimento Consumatori chiede al Senato riforme strutturali contro le speculazioni

Presentate in VI Commissione Finanza le osservazioni al DL 33/2026. L’associazione punta su accisa mobile, Prezzo di Riferimento Sociale e un ruolo attivo dei cittadini come "sentinelle" del mercato.

Il Decreto Carburanti (DL 18 marzo 2026 n. 33) approda in Senato, ma per il Movimento Consumatori (MC) la strada intrapresa dal Governo è ancora troppo parziale. In occasione dell’audizione presso la VI Commissione Finanza e Tesoro, che si è svolta ieri primo aprile, l’associazione ha trasmesso un pacchetto di emendamenti volti a trasformare un provvedimento “emergenziale” in un pilastro di stabilità per le famiglie italiane.

Secondo MC, è tempo di superare la logica dei decreti “spot” e degli interventi temporanei, per affrontare alla radice le cause dell’instabilità dei prezzi che sta svuotando le tasche dei cittadini.

Oltre l’emergenza: verso l’Accisa Mobile

La critica principale riguarda la natura transitoria delle riduzioni delle accise. Movimento Consumatori propone l’introduzione di meccanismi automatici, come la cosiddetta “accisa mobile”.

L’obiettivo è chiaro: restituire ai cittadini l’extra-gettito IVA generato dall’inflazione. Invece di attendere nuovi decreti, il sistema dovrebbe adeguarsi autonomamente, compensando l’aumento dei prezzi alla pompa con una riduzione proporzionale delle imposte, proteggendo così il potere d’acquisto in tempo reale.

Il “Prezzo di Riferimento Sociale” (PRS)

Una delle proposte più innovative riguarda l’istituzione del Prezzo di Riferimento Sociale (PRS). Si tratta di un vero e proprio “tetto” ai prezzi dei carburanti, calcolato non sulle oscillazioni speculative dei mercati internazionali, ma sui costi reali di produzione.

“La mobilità è un diritto, specialmente per i soggetti più vulnerabili,” sottolinea l’associazione. “Il PRS servirebbe a proteggere questo diritto, evitando che le crisi geopolitiche si trasformino in profitti ingiustificati per le società petrolifere.”

Consumatori come “Sentinelle” del territorio

MC spinge per una trasformazione radicale del monitoraggio dei prezzi. L’attività non deve essere puramente statistica, ma un vero controllo sociale. Le proposte prevedono:

  • Coinvolgimento attivo delle associazioni dei consumatori come sentinelle territoriali.

  • Segnalazioni qualificate con corsie preferenziali presso le autorità competenti (come l’Antitrust).

  • Standardizzazione della comunicazione: i prezzi devono essere indicati in modo chiaro, includendo il PRS per ridurre l’asimmetria informativa tra venditore e acquirente.

Tutele per i pendolari: non solo imprese

Il Movimento Consumatori chiede inoltre che le tutele oggi previste per le imprese — come i crediti d’imposta — siano estese anche ai consumatori finali. In particolare, viene chiesto il riconoscimento del valore sociale e professionale della mobilità pendolare, spesso trascurata dai provvedimenti normativi.

Una sfida per il Parlamento

Per Movimento Consumatori, il Parlamento si trova davanti a un’occasione storica: intervenire sulle cause strutturali della crisi. Il messaggio inviato ai senatori è netto: l’energia e la mobilità sono beni comuni che vanno protetti da ogni forma di abuso speculativo, trasferendo il peso della crisi dai bilanci familiari a chi genera extra-profitti.


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