
L’ultimo rapporto di Irena mostra come gli investimenti globali della transizione abbiano superato il doppio del valore del 2019, ma “l’investimento è concentrato su alcune economie” il che rende fragile il sistema. Servono maggiori investimenti e apertura a tutti i mercati. Uno scenario in cui “potrebbero essere utili le esperienze italiane” nei paesi più fragili. Questo perché si tratta di una tecnologia attuabile già nel presente e che nell’immediato può dare un contributo importante a sostenere l’energia delle rinnovabili intermittenti.
Una tecnologia quella del biogas e del biomeatno, sottolinea GB Zorzoli, presidente onorario Coordinamento Free che ha il vantaggio di risentire molto poco dell’aumento dei costi dell’importazione che interessa non solo le fonti fossili, ma anche le rinnovabili intermittenti.
Il delicato rapporto tra agricoltura ed energia
“L’energia fossile viene utilizzata per il 30% nei sistemi agroalimentari il che evidenzia come ci sia un legame a doppio filo tra agricoltura e filiera energetica. Inoltre l’agricoltura risente degli impatti del cambiamento climatico” sottolinea Maria Michela Morese, Senior Natural Resources Officer ed Energy team leader FAO. Contrastare lo spreco alimentare è un elemento di questo scenario.
Necessario quindi mettere al centro i dati, solo così si potrà essere in grado di indirizzare al meglio le politiche, conclude la Morese.
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