Rinnovabili serve il “coraggio di programmare”

Le voci dei protagonisti a Key The Energy transition Expo

L’integrazione delle rinnovabili nei territori sta vivendo un momento di crisi istituzionale e di costi. Rallentamenti continui del permitting, difficoltà di pianificazione, impatto sui costi e la composizione della bolletta data dall’ultimo DL Bollette che fa di fatto pagare il gas alle rinnovabili. Una misura efficace nel breve periodo dicono a varie voci tutti player del settore, ma che nel lungo va a toccare la crescita delle rinnovabili tutte. Il dibattito nel corso delle giornate a Key The energy transition energy a Rimini (4-6 marzo).

Sono alcuni degli spunti emersi dal convegno “L’equilibrio del sistema elettrico italiano
nel nuovo scenario domanda-offerta” a cura di ANIE e Althesys che vedono scricchiolare le certezze del comparto che sul campo dimostra, Energy relese alla mano che il mercato c’è che le industrie investono in PPA con le rinnovabili anche se più costosi.

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Immagine convegno “L’equilibrio del sistema elettrico italiano nel nuovo scenario domanda-offerta” a cura di ANIE e Althesys

Insomma serve un sistema che sia più armonico e che guardi a una industria che c’è, come dimostrano i corridoi pieni della fiera. Una industria che può svolgere un ruolo più importante se adeguatamente ascoltata nelle esigenze che non chiedono supporti, ma neanche zavorre come rimarca Andrea Cristini presidente di Anie Rinnovabili.

Un “coraggio di programmare” che chiede in prima battuta anche la finanza, rimarca Roberto Ferrante, responsabile risorse naturali, energia ed ambiente Cassa Depositi e Prestiti. Aspetto, quello finanziario, che chiede concretezza e che, fa capire chiaramente Ferrante, non guarda nello stesso modo tecnologie consolidate come eolico e fotovoltaico con idrogeno o nucleare.

Sotto la luce del sole

Un ecologista al ministero dell’economia e un economista a quello dell’ambiente forse così si potrebbe arrivare a tutelare il paesaggio e a costruire una economia più orientata alla tutela ambientale suggerisce Mario Tozzi, primo ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche e divulgatore scientifico nel contesto del convegno “Il Paesaggio Italiano. Tra tutela e transizione energetica: sfide e opportunità per un futuro sostenibile”, promosso da Greenergy e vexuvo.

“Il Paesaggio Italiano. Tra tutela e transizione energetica: sfide e opportunità per un futuro sostenibile”, promosso da Greenergy e vexuvo.
“Il Paesaggio Italiano. Tra tutela e transizione energetica: sfide e opportunità per un futuro sostenibile”, promosso da Greenergy e vexuvo.

Sulla scia Massimiliano Atelli già Presidente della Commissione VIA e VAS del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che propone un relativismo intelligente nella decisione dei territori a cui assegnare lo sviluppo delle energie rinnovabili sul territorio. Questo per rispondere in maniera costruttiva al tema della identità delle aree che non accettano le rinnovabili e che probabilmente si sentirebbero rassicurate da una metodologia oggettiva.

Quello che serve davvero e che manca è avere “dialoghi costruttivi” con gli enti rimarca Andrea Cristini qui presente come Ceo di vexuvo e fondatore di Greenergy portando la voce degli operatori. “Più volte è intervenuta la magistratura” ricorda sottolineando come sia necessario agire su “armonizzazione e pianificazione “non serve più semplificare la normativa, dobbiamo tentare di armonizzarla. Servirebbe un tavolo periodico di discussione per realizzare regole chiare”. Poi riprendendo un punto citato dal ministro Gilberto Pichetto del Mase il giorno prima al convegno di apertura della fiera “Non tutto viene prodotto in Italia, ma genera decine di migliaia di sviluppo economico”.

Come gira il vento

Sono più di 400 le autorizzazioni ferme di impianti eolici sui tavoli della Presidenza del Consiglio. Il tema torna su più tavole di discussione e anche nel convegno “Energia che dialoga – eolico, territori e comunità” a cura di ANEV, Associazione Nazionale Energia del Vento. Uno stallo di cui Luisa Mosna, presidente Commissione VIA ha ben chiari i confini, sottolineando come l’eolico rappresenti la sfida della Commissione su cui sta agendo per ottimizzare su più fronti i lavori. Azione che ha portato già un 30% di efficienza in più appena applicato nel mese di Febbraio. Ma rispetto allo stop del Ministero della Cultura e della Presidenza del Consiglio poco si può fare.

anev al KEy

Le rinnovabili sono anche fuoriere di pace, sottolinea come Stefano Ciafani presidente di Legambiente riferendosi agli attuali fatti che vedono l’attacco da e contro l’Iran far raddoppiare i prezzi del gas.

Difatti come ricorda Simone Togni presidente di Anev quando parliamo di rinnovabili e del loro costo, dobbiamo oggi sempre di più porre l’attenzione anche a scenari di sicurezza energetica rispetto la disponibilità certa di energia.

E’ necessario radicare la cultura del valore delle rinnovabili nei territori, rimarca Silvia Lazzari Environmental Procedures & Strategic Litigation Officer del WWF.

Insomma “Non possiamo dirigere il vento” (e il sole), ma possiamo orientare le pale per parafrasare il famoso aforisma di Seneca.

 


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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.