Varese, il successo di “Terra Rara”: dai rifiuti elettronici rinascono materie prime

C’è una “miniera urbana” nascosta nei nostri cassetti e il progetto “Terra Rara” a Varese è riuscito a portarla alla luce. In meno di un mese, la raccolta di 1.300 piccoli apparecchi elettronici ha dato vita a un bilancio eccezionale: più di 3 quintali di plastica e 110 kg di metalli (comprese le preziose terre rare) sono pronti a rientrare nel ciclo produttivo.

I risultati del progetto “Terra Rara”

Il progetto "Terra Rara"Il progetto “Terra Rara”, promosso dal Consorzio Ecolight in collaborazione con il Comune di Varese, ha dimostrato come l’economia circolare possa generare risultati concreti. Grazie alla mobilitazione di cittadini, associazioni e oltre 300 studenti, sono stati raccolti 512 kg di RAEE (piccoli elettrodomestici, cellulari e caricabatterie). Questa iniziativa ha permesso di recuperare oltre 320 kg di plastica, 110 kg di metalli e 15 kg di pile esauste, sottraendo materiali preziosi allo smaltimento indifferenziato.

Dopo essere stati parte di un’installazione artistica a Palazzo Estense, i dispositivi sono stati avviati al riciclo, dove oltre l’85% del loro peso viene trasformato in “materie prime seconde”. Si ricorda che i cittadini possono continuare a conferire i RAEE presso le piattaforme ecologiche o nei negozi (tramite i servizi “1contro1” e “1contro0”).

Arte e sostenibilità

L’iniziativa ha unito arte e sostenibilità: parte dei rifiuti è diventata un’opera d’arte firmata da Livia Paola Di Chiara, prima di essere correttamente smaltita. “Il coinvolgimento dal basso è la chiave,” ha dichiarato Walter Camarda (Ecolight), invitando tutti a sfruttare i canali di raccolta gratuiti nei negozi. L‘assessora Nicoletta San Martino ha inoltre confermato che l’esperienza di “Terra Rara” non resterà isolata, ma ispirerà le future modalità di raccolta porta a porta della città per costruire un futuro sempre più green.


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