C’è una “miniera urbana” nascosta nei nostri cassetti e il progetto “Terra Rara” a Varese è riuscito a portarla alla luce. In meno di un mese, la raccolta di 1.300 piccoli apparecchi elettronici ha dato vita a un bilancio eccezionale: più di 3 quintali di plastica e 110 kg di metalli (comprese le preziose terre rare) sono pronti a rientrare nel ciclo produttivo.
I risultati del progetto “Terra Rara”

Dopo essere stati parte di un’installazione artistica a Palazzo Estense, i dispositivi sono stati avviati al riciclo, dove oltre l’85% del loro peso viene trasformato in “materie prime seconde”. Si ricorda che i cittadini possono continuare a conferire i RAEE presso le piattaforme ecologiche o nei negozi (tramite i servizi “1contro1” e “1contro0”).
Arte e sostenibilità
L’iniziativa ha unito arte e sostenibilità: parte dei rifiuti è diventata un’opera d’arte firmata da Livia Paola Di Chiara, prima di essere correttamente smaltita. “Il coinvolgimento dal basso è la chiave,” ha dichiarato Walter Camarda (Ecolight), invitando tutti a sfruttare i canali di raccolta gratuiti nei negozi. L‘assessora Nicoletta San Martino ha inoltre confermato che l’esperienza di “Terra Rara” non resterà isolata, ma ispirerà le future modalità di raccolta porta a porta della città per costruire un futuro sempre più green.
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