Cinque proposte per la ricarica elettrica nel Paese

L’Italia vanta 67.561 punti di ricarica (di cui oltre l’85% attivi) stando ai dati di giugno 2025. La copertura territoriale è in crescita, con il 67% del territorio coperto da infrastrutture entro 5 km. Le auto elettriche circolanti stando ai dati al 30 settembre 2025 sono 333.658, con le immatricolazioni full electric che da inizio anno sono pari a 60.870 unità, in aumento del 28,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Eppure la mobilità elettrica non riesce ad avere la giusta accelerata nel Sistema Paese.
Per questo Motus-E ha presentato oggi a Roma a Istituzioni e stakeholder il paper “Ricaricare l’Italia: manifesto per un’infrastruttura strategica per il Paese”, con un Manifesto in cinque punti per far partire il Paes esu questo settore.
che riassume analisi e proposte di un settore, quello della ricarica, che dal 2019 ha investito nella Penisola più di 1,8 miliardi di euro e installato, nonostante il preoccupante ritardo del Paese in termini di penetrazione dei veicoli elettrici.
“Il settore della ricarica attrae investimenti, crea occupazione e rappresenta un fattore abilitante imprescindibile per lo sviluppo nazionale della nuova mobilità”, sottolinea il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, “eppure, è costretto a misurarsi con enormi criticità, riconducibili alla frammentazione delle competenze normative tra le Istituzioni, a iter autorizzativi farraginosi e diversi in ogni Comune, alle difficoltà incontrate per la copertura della rete autostradale e alla presenza di tariffe regolate che rendono impossibile abbassare i costi di ricarica a beneficio degli automobilisti”.
Stando a una recente indagine di Aretè Il 61% degli italiani dichiara di non aver mai guidato un’auto elettrica (era il 67% due anni fa) e il 56% non ne ha mai richiesto un preventivo. Tra quanti, invece, lo hanno fatto e hanno ricevuto un preventivo, solo il 34% ha concluso la compravendita con successo.
Presidente di Motus-E, sottolineando che “mentre in Europa si dibatte ancora sul 2035, nel mondo già oggi una nuova auto venduta su cinque è 100% elettrica. Non è più il tempo di discutere sulle date, se vogliamo davvero rimanere competitivi e salvare stabilimenti e occupazione dobbiamo lavorare tutti insieme su una politica industriale europea seria e rivolta all’innovazione. La recente corsa agli incentivi, oltretutto, ha dimostrato in modo molto chiaro l’interesse degli italiani per la mobilità elettrica, che potrà solo aumentare nei prossimi anni grazie alla crescente offerta di modelli sempre più interessanti e concorrenziali in tutti i segmenti”.

 I 5 punti chiave del Manifesto

  • Riduzione dei costi di approvvigionamento energetico in capo agli operatori della ricarica, allineandoli agli altri grandi Paesi europei, per garantire prezzi finali al pubblico più competitivi.
  • Interventi normativi e regolatori per semplificare le fasi di connessione delle infrastrutture e per dare piena applicazione alle normative europee in tema di decarbonizzazione del settore trasporti, dando immediata applicazione a quanto previsto dalla direttiva sulle energie rinnovabili (RED III).
  • Copertura totale delle reti autostradali, per assicurare la completa infrastrutturazione delle arterie del Paese per la mobilità delle persone e il trasporto merci lungo tutto il territorio nazionale.
  • Concessioni di suolo più lunghe (20 anni), per garantire rientro e stabilità degli investimenti.
  • Governance e pianificazione infrastrutturale centralizzate attraverso strumenti di monitoraggio e programmazione su cui far convergere i dati e gli scenari di tutti gli stakeholder.

Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.