La transizione sostenibile e quella tecnologica sono strettamente interconnesse, costituendo due pilastri complementari per affrontare le sfide del nostro tempo. Da un lato, la tecnologia offre strumenti essenziali per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, dall’altro, la transizione verde impone una riflessione profonda sull’impatto ambientale e non solo delle innovazioni digitali.
Per le banche il concetto di convergenza dei percorsi di innovazione e di sostenibilità appare sempre più un elemento a supporto degli obiettivi di business. Dall’indagine ABI Lab sulle priorità di ricerca e investimento emerge che per il 52% del settore sono stati già definiti indirizzi strategici dell’IT connessi agli obiettivi di sostenibilità che l’azienda si è posta e che per il 43% questo ambito è oggetto di uno specifico approfondimento interno.
Rispetto a quali siano nel dettaglio le soluzioni tecnologiche che meglio possono e potranno supportare il raggiungimento dei target ESG, emergono l’intelligenza artificiale, il cloud computing, i big data e advanced analytics.
Gli ambiti applicativi su cui le banche intendono agire in ambito ESG sono molteplici e vanno da aspetti infrastrutturali, quali ad esempio la riduzione dei consumi e quindi delle emissioni, a quelli di business, come, ad esempio, l’utilizzo di tool a supporto di nuovi prodotti di finanziamento ESG e sviluppo di pratiche di green coding per ridurre l’impatto ambientale legato allo sviluppo dei software.
Relativamente all’intelligenza artificiale, il 60% del campione dichiara di utilizzare tale tecnologia a supporto della reportistica ESG (es. bilancio di sostenibilità) e della valutazione ESG dei soggetti che interagiscono con la banca nell’ambito della value chain.
Altro campo di applicazione risulta l’ottimizzazione in chiave sostenibile del portafoglio investimenti e crediti e la relazione con la clientela. Rispetto a quest’ultimo tema, come è possibile notare nella seguente figura, l’utilizzo dell’AI è particolarmente diffuso (70%) per le banche di piccole dimensioni.
Rispetto al tema della governance riferita ai dati ESG, rileva evidenziare come questa rappresenti sempre di più un ambito sul quale lavorare al fine di garantire la qualità e la tracciabilità delle informazioni. Tale governance richiede nuove figure e l’utilizzo di strumenti innovativi per la gestione dei dati. A tal riguardo, dalla survey ABI Lab condotta nell’ambito dell’Osservatorio Information Governance, il 67% delle banche ha formalizzato o sta formalizzando la figura del Data Owner per un corretto ed efficiente presidio dei dati di sostenibilità. Inoltre, il 55% delle banche sta lavorando ad un framework di integrazione tra diverse fonti distribuite, che abbraccino sia dati interni che esterni.
Nello specifico, considerando le sole informazioni di cui le banche dispongono grazie agli infoproviders, emerge in modo chiaro la necessità di implementare forme di verifica e controllo della qualità. Ciò deriva dal fatto che le banche si trovano nella necessità di disporre di dati ESG delle varie controparti che siano di buona qualità per assolvere ai diversi requisiti normativi nonché per ottemperare alle aspettative di vigilanza. A tal riguardo, sono in atto approfondimenti sulle diverse tipologie di controlli interni ritenuti applicabili ai dati ESG.
Facendo specifico riferimento ad un ramo dell’AI, la Generative AI, da una indagine ABI Lab condotta nell’ambito dell’Osservatorio Fintech Innovation, è interessante riportare come il 37% delle banche implementerà entro il 2025 percorsi di adozione dell’AI Generativa a supporto delle iniziative su tematiche ESG.
Tra le ulteriori tecnologie che le banche hanno indicato come particolarmente utili per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità vi è il cloud computing. In particolare, per l’85% del campione di banche che ha partecipato all’indagine ABI Lab sulle priorità ICT, il cloud potrebbe contribuire in modo significativo nell’ottimizzazione delle risorse IT, per il 65% del campione in termini di efficientamento energetico con conseguente riduzione delle emissioni e per il 55% in termini di sicurezza e protezione dei dati, con minor impatto ambientale. Naturalmente, per incidere sulla riduzione delle emissioni, risultano cruciali i driver di scelta (es. energia rinnovabile) del cloud provider.
In termini di presidi di Open Innovation e quindi, ad esempio, collaborazioni con fintech e startup, creazione di incubatori e acceleratori, partecipazione a sandbox, iniziative di co-creation, il 32% delle banche rispondenti alla rilevazione ABI Lab sulle priorità di ricerca e investimento ha dichiarato di aver avviato percorsi in tale ambito o di aver avviato già delle progettualità in quanto ritenute delle leve per il raggiungimento degli obiettivi ESG della banca.
In conclusione, in merito ai percorsi di integrazione tra innovazione tecnologica e transizione sostenibile occorre porre particolare attenzione agli aspetti legati all’alto consumo di energia che talune tecnologie, come l’AI, richiedono. Infatti, affinché la transizione tecnologica non contraddica gli obiettivi della transizione ESG, è necessario adottare soluzioni tecnologiche sostenibili by design, progettate, cioè, nativamente per minimizzare l’impatto ambientale.
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