Si è conclusa il 30 settembre la prima asta del Macse, Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico. Un asta, la prima delel tre previste, che ha visto raccogliere soddisfazione dal sistema complessivo sia degli operatori che dal Tso. Non mancano le opportunità per migliorare e su questo Alleanza per il Fotovoltaico in Italia ha fatto le sue proposte.
“Gli esiti dell’asta evidenziano una grande competizione ed un forte interesse da parte del mercato. Stiamo parlando di un volume di investimenti associato stimabile in circa un miliardo di euro, che permetterà di migliorare l’integrazione delle rinnovabili”, ha dichiarato Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna. “Le prossime aste seguiranno l’evoluzione della generazione rinnovabile e dello sviluppo della rete: dal 2023 ad oggi sono già entrati in esercizio oltre 17 GW di nuovi impianti FER. Terna è in prima linea per garantire una rete elettrica sempre più resiliente, intelligente e sostenibile”.
L’asta ha visto assegnare 10 GWh di capacità di accumulo, nel sud e nelle isole, un valore pari al 100% del fabbisogno richiesto.
Alcuni correttivi per rendere ancora più efficace il sistema
Nonostante il plauso Alleanza per il Fotovoltaico in Italia suggerisce alcuni elementi correttivi. Ad esempio suggerendo di considerare un’allocazione delle assegnazioni che favorisca un’ampia partecipazione di mercato. Così da consentire “maggiori opportunità per tutti gli operatori qualificati, incluse le realtà emergenti e quelle a carattere locale” chiariscono in una nota.
Per farlo l’indicazione dell’Associazione è introdurre “Meccanismi come un tetto massimo di capacità assegnabile per singolo operatore – già sperimentati con esiti positivi nel Fast Reserve – rappresentano strumenti concreti per bilanciare il mercato, promuovere una più equa distribuzione delle opportunità e rafforzare l’efficacia sociale delle misure“.
Dettagli dell’asta Macse
L’asta ha visto una offerta pari a oltre quattro volte la domanda ed un prezzo medio ponderato di assegnazione pari a 12.959 €/MWh-anno (14.566 €/MWh-anno per il Centro Sud, 12.146 €/MWh-anno per Sud e Calabria, 15.846 €/MWh-anno per la Sicilia e 15.029 €/MWh-anno per la Sardegna), molto al di sotto del premio di riserva (37.000 €/MWh-anno).
L’asta Macse, la prima di tre previste fino al 2028, è stata lanciata da Terna per garantire flessibilità al sistema e supportare la decarbonizzazione del settore elettrico italiano. Sono previste altre due aste entro il 2028, con l’obiettivo di raggiungere 70 GWh di capacità operativa entro il 2030. Gli impianti contrattualizzati nella prima asta che comprendono batterie agli ioni di litio, entreranno in esercizio nel 2028.
Italia si conferma un mercato strategico per Greenvolt Group
Tra i principali vincitori della prima asta figura Greenvolt Group (controllato da KKR), attraverso Greenvolt Power con un contratto di 15 anni indicizzato all’indice dei prezzi al consumo (CPI) per 499MWh con il suo progetto localizzato nell’area Sud & Calabria, a un prezzo superiore alla media assegnata in quella zona.
“Accogliamo con grande soddisfazione l’esito dell’asta italiana, ottenuto in un contesto di forte competitività. Le batterie, settore in cui Greenvolt è tra i principali player europei, sono fondamentali per garantire la stabilità della rete in una fase di forte espansione delle energie rinnovabili. Allo stesso tempo, questo contratto quindicennale rappresenta un chiaro rafforzamento delle nostre attività nel mercato italiano”, ha dichiarato João Manso Neto, Ceo di Greenvolt Group.
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