Tra bonifica e agricoltura sempre più strategico rivedere gli asset del settore idrico. Se ne sta discutendo a Roma nel corso della Assemblea di due giorni indetta da Anbi, Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue a Roma tra ieri 8 luglio ed oggi.
“Le conseguenze della crisi climatica sono ormai un problema di giustizia sociale, ambientale, economica, perfino antropologica, perché a sopportare i danni sono le categorie più fragili. Il Piano Bacini Idrici Multifunzionali è una proposta per offrire nuove opportunità alle Aree Interne, che sono parte importante del nostro Paese e non possono essere considerate malati terminali” apre così i lavori Massimo Gargano, direttore Generale dell’Associazione.

“Quello dell’acqua è un asset strategico, che vale 380 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 20% del Pil nazionale.” ricorda Antonio Vincenzi, presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, intervenendo in rappresentanza di Confagricoltura all’evento in corso di svolgimento a Roma. “È quindi un motore economico cruciale. Secondo il Sistema Nazione per la Protezione dell’Ambiente, la regione del Mediterraneo subirà un incremento del rischio di siccità con lo stress dal caldo, aumentando la propensione di alcune aree a diventare aride e poco fertili. Il consumo idrico al 2050 rischia di crescere del 30% rispetto al 2019. Recenti studi hanno collocato l’Italia fra i Paesi dell’Unione Europea con più alta quota di territorio, pari all’80%, esposta a stress idrico. Le perdite economiche legate al clima hanno toccato i 283 euro pro capite nel biennio passato, il triplo della Francia e il quadruplo della Germania. L’Italia si colloca in Europa nella parte bassa della classifica degli indici relativi alla capacità d’invaso, con 33 metri cubi per chilometro quadrato rispetto ai 222 metricubi per chilometro quadrato di Paesi Bassi e ai 106 metri cubi per chilometro quadrato della Spagna. Questi cambiamenti climatici impattano sul sistema agricolo italiano: nel solo 2024 la siccità ha causato danni al comparto agricolo italiano per 8,5 miliardi di euro. E occorre considerare che il nostro sistema agroalimentare occupa circa 4 milioni di persone, ha 856 produzioni agroalimentari tipiche e certificate di qualità. Abbiamo bisogno di un piano dell’acqua, che finalmente dia indicazioni certe, precise, perché i nostri agricoltori vogliono fare fino in fondo il loro dovere e contribuire allo sviluppo sociale ed economico del nostro Paese.”
“Ci dobbiamo confrontare costantemente con manifestazioni di maltempo sempre più violente. Non possiamo fare altro che lavorare per allestire un sistema, che possa mitigarne le conseguenze: in questo i Consorzi di bonifica, custodi del territorio, possono avere un ruolo fondamentale” rimarca Giancarlo Righini, Assessore Agricoltura di Regione Lazio.
“I dati che ci arrivano da ANBI sono preoccupanti ed occorre prestare grande attenzione – aggiunge l’Assessore regionale – Il tema degli invasi artificiali rappresenta una sfida cruciale anche per la Regione Lazio e per questo abbiamo pensato a misure specifiche per favorire la realizzazione di invasi aziendali. Iniziare a programmare lo stoccaggio della riserva idrica non può che essere una priorità, da mettere in cima alla nostra agenda. Lo abbiamo fatto con azioni concrete, rinnovando la legislazione regionale e destinando risorse importanti alla manutenzione.”
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