Tutelare ambiente e infrastrutture grazie alle tecnologie no dig

I lavori nel corso di Italia No Dig Live 2025 a Novegro

Aggiungere a del sapere antico la modernità. Questa l’opportunità che le trenchless tecnology danno al comparto idrico secondo Sergio De Marco DG Acqua Bene comune Napoli azienda speciale “abbiamo in corso vari progetti e stiamo anche cambiando circa 28km di condotte di rete dal 100 al 500 mm di diametro”. Come evidenzia nel corso del convegno dedicato alle tecnologie no dig per il servizio idrico integrato, che si è svolto oggi 11 giugno in occasione della due giorni Italia No Dig Live 2025 a Novegro (MI).

italia no dig 2025 servizio idrico integrato
Da sin: Sica, Mancieri, Burruano, De Marco, Sechi, Tani, Piccirillo. Foto credits: Agnese Cecchini

Il no dig versatile e a basso impatto ambientale

Nei prossimi sei anni il no dig crescerà del 20% e ancora di più fino quasi al 60% per le tecnologie di dissalazione, sottolinea Massimo Burruano, direttore operativo Sicilia Acque che evidenzia la strategicità di queste tecnologie sopratutto in una situazione di emergenza come quella vissuta dalla regione Sicilia di crisi idrica. “Avevamo avuto sei mesi per agire con il rispristino di dissalatori”. Per questo nelle scelte progettuali è stato strategico fare i conti con costi e reperibilità dei materiali. “Per questo abbiamo dovuto scegliere di rivolgersi a tecnologie no dig che ci permettessero di recuperare materiale esistente” senza contare che per esigenze progettuali si è dovuto attraversare il centro storico e l’area portuale di Porto Empedocle come di altri siti naturali e storci ad esempio la famosa costiera scala dei turchi. Tutto è stato realizzato con la tecnologia Toc. “Questo per sottolineare come in situazioni complesse le tecnologie no dig possono rappresentare una soluzione” rimarca Burruano.

E’ vero che le tecnologie no dig semplificano l’impatto ambientale, velocizzando e riducendo la pervasività anche sulla viabilità anche sociale del cantiere “ma nella nostra esperienza abbiamo incontrato delle interferenze che ci hanno costretto a estrarre la macchina no dig e procedere con uno spingitubo” riferisce Federica Mancieri, project manager Energie per il Sarno Gori spa. “Questo perchè avevamo una interferenza con un acquedotto esterno e che anche se individuato da fonti storiche a una certa profondità, nei fatti ci siamo ritrovati a interferire per circa 3 cm con tale acquedotto”. Anche qui nonostante le difficoltà passando da una tecnologia a un’altra è stato possibile rispettare i tempi di messa in opera e garantire i risultati attesi.

Sviluppi e prospettive della tecnologia trenchless

“Grazie a queste tecnologie oggi guardiamo a riqualificare e recuperare” sottolinea Giancarlo Piccirillo direttore area tecnica Valle Umbra Servizi. “Nel nostro caso stiamo agendo sopratutto in ambito acquedottistico“. Una strategia che “ci permette di non scavare su tubazioni di cemento e amianto“. Una sfida che facilita la ricerca di soluzioni per ridurre elementi di allaccio e superare problemi di profili non uniformi. Attività che, secondo Piccirillo, sarà la nuova frontiera di applicazione delle no dig.

Perchè quindi sono ancora poco utilizzate rispetto al potenziale effettivo? Bisogna lavorare sull’atteggiamento delle pubbliche amministrazioni e serve un tariffario regionale per poter arrivare a sviluppare il potenziale e i benefici della tecnologia, chiarisce Mattia Sica, direttore settore energia Utilitalia.

Trasformare le trenchless technology in certificati bianchi

Azione su cui Iatt, l’Associazione italiana delle trenchless tecnology sta lavorando. E lo fa agendo sia sul piano della formazione ma anche su quello istituzionale. Come spiega ai microfoni di Canale Energia Paola Finocchi segretario generale dell’associazione realizzando uno studio sulla quantificazione dell’impatto ambientale nel processo di lavoro. Uno studio che nell’intento dovrà essere convertito nel valore equivalente in termini di certificati bianchi.

 


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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.