La scarsa qualità dell’aria nelle scuole può influire negativamente sulla salute del sistema respiratorio, sulle funzioni cognitive, sul rendimento scolastico e sui tassi di assenteismo degli studenti e del personale docente e amministrativo. Lo rivelano i risultati di una ricerca pubblicata sull’International Journal of Environmental Research and Public Health che evidenzia le ripercussioni sulle capacità cognitive e sull’efficacia del processo di apprendimento di bambini e ragazzi in età scolare. Da qui parte il progetto La Scuola che Respira, promosso e lanciato da REair nelle aule delle circa 8 mila scuole lombarde.

Scuola: bassa qualità dell’aria, più assenze
L’impatto significativo che la qualità dell’aria ha sul benessere degli individui che frequentano gli ambienti scolastici è evidente. Le scuole con una qualità dell’aria inferiore spesso registrano tassi di assenze per malattia più elevati rispetto a quelle con una migliore qualità dell’aria. Gli edifici scolastici insalubri rappresentano una minaccia considerevole per gli insegnanti e gli studenti, che trascorrono la maggior parte del loro tempo all’interno di queste strutture. Le conseguenze, legate a fattori fisici e psicologici, possono intensificare i livelli di stress, incidendo negativamente sulla salute, come disturbi respiratori, asma, allergie, e sul benessere mentale, come disturbi cognitivi.
“Una ventilazione inadeguata, la presenza di un livello elevato di composti organici volatili, la crescita di muffe e contaminanti esterni sono tutte cause comuni della scarsa qualità dell’aria che si respira all’interno delle aule scolastiche” si legge nella ricerca. Per questo, diventa necessario adottare misure di monitoraggio e di gestione dell’aria indoor, “tutelando la salute e il benessere fisico e mentale degli studenti oltre al loro rendimento accademico”.
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La Scuola Respira: il progetto nelle 8 mila scuole lombarde
Nelle aule delle circa 8 mila scuole lombarde, è arrivato il progetto La Scuola che Respira, promosso e lanciato da REair. Si tratta della prima iniziativa in Italia che, unendo l’impiego della nanotecnologia fotocatalitica made in Italy, brevettata dalla stessa company, punta a migliorare la qualità dell’aria che si respira all’interno delle scuole lombarde. Come? Eliminando fino all’80% dei principali inquinanti presenti nell’ambiente, garantendo un effetto sanificante e duraturo nel tempo e trasformando così le aule e gli ambienti scolastici in piccoli ecosistemi puliti, sicuri e rigenerati.
Il valore ambientale e sociale del progetto è testimoniato anche da un importante caso di studio che ha interessato l’Istituto Gonzaga di Milano. Grazie all’applicazione della tecnologia fotocatalitica, è stato possibile mantenere, duranti i 5 anni dall’avvio, livelli di carica microbica sulle superfici vicino allo zero e i livelli dei Voc, tra i principali inquinanti indoor, negli ambienti al di sotto delle soglie di rischio fissate dalle normative vigenti.
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