I servizi delle Transportation network companies (TNC), società come Uber e Lyft che, attraverso una piattaforma avanzata, mettono in contatto autisti e passeggeri, sono usati maggiormente nei weekend e di sera, non durante le ore di punta degli spostamenti. Gli utenti li usano soprattutto per sopperire alle carenze del trasporto pubblico, per tragitti brevi e concentrati nel centro città, nelle aree immediatamente limitrofe o per gli spostamenti da e verso l’aeroporto. Inoltre, il tasso di utilizzo di questi servizi e di possesso dell’auto privata sono inversamente correlati.

Sono alcuni dei risultati emersi dallo studio “TCRP Report 195, Broadening understanding of the interplay between public transit, shared mobility and personal automobiles” condotto dallo Shared Use Mobility Center, ente specializzato nell’analisi della mobilità alternativa, per il Transit cooperative research program, divisione del Transportation research board (TRB) del The National academies of sciences, engineering and medicine.

Il report

La ricerca ha analizzato il traffico delle cinque aree metropolitane di Seattle, Nashville, Los Angeles, Chicago e Washington, dove hanno sede 5 grandi agenzie di trasporto pubblico. Ad essere intervistate 10.000 persone: “La raccolta e l’analisi di questi dati ci ha offerto una nuova prospettiva – ha commentato Sharon Feigon, Direttore esecutivo del SUMCIn un ambiente congestionato è generalmente più efficiente ed efficace spostare le persone sfruttando i mezzi di trasporto pubblico. I sistemi TNC colmano il gap di questa tipologia di servizio. Visto che i pendolari ambiscono alla flessibilità e alla frequenza veicolare e che servizi come Uber e Lyft rispondono a queste esigenze”.

Dalle analisi condotte non è emersa alcuna correlazione forte tra l’uso dei servizi TNC e di trasporto pubblico: il numero di persone che li utilizza era alto nelle ore di punta di alcune aree, non di tutte. Questi servizi sono adoperati da persone di tutti i livelli di reddito e sono complementari ai flussi di traffico: “Treni e bus restano centrali per lo spostamento dei pendolari della maggior parte delle città e i TNC non sembra stiano cambiando i centri urbani come ci si aspettava”, ha affermato Colin Murphy, Director of research and consulting di SUMC.

I consigli per le agenzie di trasporto pubblico

I sistemi di trasporto pubblico dovranno adattarsi a quelli di TNC – ha precisato Feigon – E guardare a cosa stanno facendo per diventare più attrattivi”. Il report propone anche dei suggerimenti in base alla grandezza delle città:

  • Le agenzie di trasporto pubblico delle grandi aree urbane dovrebbero continuare a implementare i servizi su gomma e ferro per spostare il maggior numero di persone in modo efficiente ed efficace. E dovrebbero coordinarsi con i servizi di TNC per individuare in modo strategico punti di carico e scarico passeggeri per minimizzare le possibili situazioni di conflitto;
  • Le aziende di trasporto pubblico delle città medie dovrebbero siglare partnership con i TNC per incentivare gli utenti a lasciare a casa il mezzo privato e migliorare l’accessibilità del trasporto pubblico in aree a bassa densità di popolazione;
  • Per le agenzie di trasporto pubblico delle piccole aree urbane il suggerimento è quello di concentrarsi sulle vie più trafficate e sui collegamenti utili a ridurre i gap geografici, i disservizi nelle ore notturne o nei weekend.
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