Rifiuti organici, l’impatto della raccolta con i sacchetti MATER-BI

I dati presentati all’IFAT di Monaco

173

In Europa si producono circa 96 tonnellate di rifiuto organico, di cui il 30% riciclato e il resto conferito in discarica. Il risultato è un importante impatto sull’ambiente dato dalla degenerazione del materiale in percolato e metano, sostanze che entrano poi direttamente a contatto con la catena alimentare.

In questo contesto i sacchi in MATER-BI, bioplastica biodegradabile e compostabile permettono di raccogliere gli scarti organici, senza alterare qualsivoglia processo di recupero. A dimostrarlo le innumerevoli esperienze di municipalità italiane ed estere che Novamont, casa produttrice e detentrice del brevetto, sta presentando all’IFAT di Monaco (dal 14 al 18 maggio 2018 HALL A5 – BOOTH 323), fiera sui servizi ambientali e sulla gestione dei rifiuti.

Le direttive sui rifiuti organici

Una recente Direttiva Europea Rifiuti, prevede l’obbligo di raccolta differenziata dell’organico entro il 2023, mentre dal 2027 solo la parte di organico proveniente dalla differenziata potrà entrare nel calcolo della differenziata – con massimo il 10% del rifiuto organico destinato in discarica entro il 2035.

L’impatto della raccolta MATER-BI

Le bioplastiche MATER-BI seguono la standard UNI 13432, producendo un pregiato compost grazie alla tecnologia utilizzata per trattare amidi, cellulose, oli vegetali.

Tra le principali città europee che hanno adottato il modello di intercettazione della
frazione organica con i sacchi compostabili in MATER-BI ci sono Milano, Parma, Treviso, Copenaghen, Roskilde (DK), Ginevra (CH), Kristiansand (Nor), Luleå (S) il quartiere Sarrià di Barcellona, Parigi (sperimentazione), Grenoble, Cardiff, Manchester e svariati quartieri londinesi.
Un azione che coinvolge circa 5.350.000 le persone, per 312.000 tonnellate di frazione umida raccolta.

Print Friendly, PDF & Email