Nell’ultimo anno il consumo di suolo ha determinato la perdita di 52 km2 di terreno che equivale a 2 miliardi di euro l’anno in termini di perdita di flussi annuali dei servizi ecosistemici che il suolo naturale non potrà più garantire: miglioramento della qualità dell’aria, riduzione dell’erosione, regolazione del ciclo idrologico. “La domanda è: ce lo possiamo permettere in un Paese con tante fragilità come l’Italia? Secondo me no”, ha commentato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa intervenuto stamane alla presentazione del Rapporto Ispra-SNPA “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”.

“Il suolo è una risorsa vitale e fondamentale non rinnovabile”, ha proseguito il Ministro in sala. Se da un lato “mi piacerebbe che in alcune zone di particolare attenzione per la fragilità ci fosse un’ulteriore attenzione da parte dello Stato, ad esempio le zone protette”, dall’altro occorre rispondere alla “richiesta legittima del cittadino” che vuole costruire o riqualificare. “Mi piacerebbe immaginare che prima di cementificare e di costruire si faccia il cosiddetto bilancio ecologico comunale. Per capire qual è il costo ecologico”. Un costo che tiene conto non solo di un fattore economico ma anche di “costi sociali che ricadono su di noi”, ha rimarcato Costa ai giornalisti al termine del suo intervento. E per avere un “costo ecologico dell’opera trasparente (questo n.d.r.) va valutato da tecnici, non solo di tipo amministrativo”. Così facendo si va delineando “un nuovo modo di concepire l’ambiente” .

Pensando alla riqualificazione cittadina e alla rigenerazione urbana il Ministro ha citato ai giornalisti l’esempio degli orti urbani, come sistema di promozione del verde, e dei bandi pubblici “per lotti urbani rivolti a pensionati o giovani” lì dove “prima c’era un caseggiato abusivo”.

Lo strumento cardine per contrastare il consumo di suolo in Italia è la legge nazionale che è stata approvata da un lato solo del Parlamento prima del termine della passata Legislatura. Sia il Ministro che i rappresentanti politici presenti in sala – Massimo De Rosa M5S, Chiara Braga PD, Luca Briziarelli Lega, Paolo Russo FI, Rossella Muroni LeU – si sono detti favorevoli a ripartire dal testo di legge approvato alla Camera. “Un’ottima norma, non passata per poco” perché “era valutata positivamente da tutto l’arco costituzionale, ha rimarcato Costa in sala, da cui bisogna ripartire anche se “qualcosina bisogna limare”.

Su Twitter @canaleenergia l’intervento del Ministro Sergio Costa


Per ripartire in maniera decisa “ho ripresentato il testo ultimo approvato dalla Camera”, ha commentato la Braga, anche se la “discussione non si può fare solo nell’aula parlamentare. Credo che un altro punto su cui intervenire sia rafforzare e potenziare gli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”.

Compito della politica è tutelare il bene comune, “fare differenza tra ciò che è speculativo e ciò che è legittimamente interesse di un soggetto privato”, ha commentato Russo ponendo due esempi: “Gli 11 ettari adoperati per la costruzione delle stazione Napoli Afragola sono consumati o utilizzati? Per l’alta velocità quel consumo di suolo è considerato in quale ottica?”. Un “cambio culturale necessario”, come evidenziato dalla Muroni, una “legge in cui collettivamente ci assumiamo la responsabilità di disegnare riqualificazione”. Che non deve essere una “legge manifesto ma qualcosa di concreto”, ha concluso Briziarelli, data anche la “situazione degli edifici scolastici drammatica, non in linea con la normativa antisismica”.

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