L’esperto come veicolo e promotore di adeguamento alle normative

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Dopo aver conseguito la Laurea specialistica in Ingegneria Edile-Architettura nel 2007, Roberto Rossi ha iniziato la sua attività lavorativa presso l’Azienda Lombarda Edilizia Residenziale in qualità di consulente energetico. Nel 2010 ha poi frequentato il corso per Energy Manager e l’anno successivo è stato nominato EGE secondo norma UNI 11352 presso Sorgenia Menowatt srl (oggi Menowatt GE). Dopo una collaborazione con la ESCo IIT srl, dal 2014 collabora nuovamente con Menowatt GE.

Nella sua esperienza di consulente esterno quali sono i vantaggi derivanti dall’attuazione di interventi di efficientamento energetico?

Essere un consulente EGE esterno a volte vuol dire anche essere un professionista in forza ad una ESCo (Energy Service Company) che fornisce servizi di consulenza, audit e progettazione per l’efficienza e il risparmio energetico. È il caso di Menowatt Ge, che è appunto una ESCo certificata e accreditata GSE secondo norma UNI 11352.

I vantaggi derivanti dall’attuazione di interventi di efficientamento energetico nei comuni sono concreti e l’esperienza diretta su più di 400 realtà italiane permette di valutarne tutti i benefici: ridurre l’impatto su ambiente e salute, essere consapevoli dei consumi, dei benefici economici e delle prospettive smart. Per ottenere risultati occorre coinvolgere gli amministratori locali e i dirigenti tecnici nella costruzione di una nuova cultura, quella dell’efficienza energetica. Occorre interessare l’intera filiera di operatori, finanziatori e clienti affinché possano conoscere le reali potenzialità degli interventi di efficienza.

L’offerta costruita su misura per ogni Ente ha spesso comportato e comporta l’intervento su impianti di pubblica illuminazione datati e con caratteristiche diverse, se porzioni di impianto sono state fatte in epoche diverse. La spesa oggi a bilancio dei Comuni è legata al patto di stabilità: è noto che non possono intervenire attraverso investimenti quali mutui e prestiti, per questo Menowatt Ge utilizza la formula ESCo secondo la normativa vigente.

Con quali fondi sono stati realizzati questi progetti? Anche con quelli messi in campo dall’Unione Europea?

Spesso la proposta Menowatt Ge rivolta ai Comuni è costruita con la fomrula ESCo, affinché non pesi sul bilancio comunale e faccia ripagare l’intervento dal risparmio generato. Questo risolve il problema della ricerca di fondi economici per fare efficienza. Alcuni progetti realizzati da Menowatt Ge facevano capo a fondi Europei per lo sviluppo (POR-FESR): anche in questo caso si è riusciti a ottenere i risultati come da progetto, garantendo la soddisfazione del cliente.

Come può un EGE consulente esterno inserirsi nella pianificazione di queste misure per l’efficienza?

L’EGE consulente esterno non sempre riesce ad inserirsi facilmente nella pianificazione di misure per l’efficienza della PA, ma trova difficoltà ad agire sui decisori e a sensibilizzarli a politiche razionali nell’uso dell’energia. Alcuni Comuni scelgono di non scegliere, mentre altri, più illuminati, riescono a fare considerazioni a breve, medio e lungo termine, vedendo insieme all’Esperto i benefici di una proposta. La forza degli interventi proposti sta nella garanzia dei risultati, che annullano i dubbi nella fase decisionale e la replicabilità dei progetti in quasi tutti i Comuni italiani.

Crede che le aziende o i comuni con i quali ha collaborato svilupperanno nuove opportunità di investimento in termini di efficienza energetica?

I soggetti con cui ho collaborato sono nella maggior parte dei casi propensi a investire nuovamente soprattutto in interventi di smart city e smart metering che utilizzano l’impianto di pubblica illuminazione come infrastruttura d’elezione. L’esperienza maturata in questo settore si spende anche nei lavori sotto l’egida dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico, ad esempio nello sviluppo di interventi test di alcuni progetti pilota in Italia che puntano ad integrare l’efficienza della pubblica illuminazione e network a 169 MHz per lo smart metering.

Il quadro normativo in tema di efficienza energetica presenta delle criticità sulle quali occorrerebbe intervenire?

Bisogna ammettere che il quadro legislativo risulta chiaro, anche se abbraccia molti settori. Meno trasparente può essere la posizione degli enti pubblici sul rispetto di tali norme e sul recepimento delle direttive comunitarie, spesso all’avanguardia rispetto alle leggi nazionali. Basti pensare al mercurio e alle sorgenti luminose da esso alimentate: si è ben lontani dagli obiettivi di smaltimento completo di questi prodotti, anche se le norme avevano imposto traguardi netti da raggiungere.

Studiare da EGE: corsi, master e scuole per la nascita di figure specializzate. Quanto conta la formazione?

L’Esperto diventa anche veicolo e promotore di adeguamento alle normative. Tale figura professionale necessita di studio e aggiornamento costante, dovuto anche all’evoluzione tecnologica dei prodotti, che contribuisce anche all’efficacia delle proposte progettuali fatte all’ente pubblico o al soggetto privato. Quanto conta, quindi, la formazione? Molto, anzi moltissimo. Ma come valutare un Esperto dalle sue capacità è un problema difficile da standardizzare.