Sharing illegale: il caso Uber Pop

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Privati, privi di licenza, possono diventare autisti pagati al servizio di altri cittadini: questo è Uber Pop il servizio sospeso dal tribunale di Milano per “concorrenza sleale”. La società, secondo il giudice Claudio Marangoni che ha emesso l’ordinanza,“interferisce con il servizio taxi svolto dai titolari di licenze”.

L’attività viene anche accusata di “incrementare il fenomeno dell’abusivismo”. Il legale della società Zac De Kievit, Legal director Uber Europa assicura, in una nota stampa, che farà ricorso. Uber si appella anche a quanto definito dalla Unione Europa per cui “gli Stati dovrebbero garantire equità nel regolare nuovi servizi basati sulla tecnologia”. Forse è proprio il vuoto normativo il centro del tema che stiamo affrontando. Mentre i sindacati dei tassisti esultano attraverso comunicati e note stampa, segnalando come una “grande vittoria” la decisione del tribunale di Milano, le associazioni dei consumatori entrano in campo asserendo il contrario. In una nota stampa l’Unione nazionale Consumatori evidenzia come il parere del giudice abbia considerato solo le diseconomie esterne, come consumo energetico e inquinamento atmosferico, senza valutare i costi che i cittadini  devono sostenere per mantenere la seconda auto. Valore che da una ricerca eseguita dalla Unione Nazionale Consumatori proprio sulla città di Milano, valutata sui costi di novembre 2014, ammonta a: 2418 euro all’anno. Sempre secondo tale ricerca anche considerando un uso poco intensivo della seconda auto, con 3 spostamenti a settimana per 46 settimane (11 km a spostamento considerati in  a/r a 22km/h per 30 minuti di viaggio), un milanese paga 552 euro per ricovero e parcheggio, 136 euro di bollo, 451 di rc auto. Il totale è di 2418 euro; anche scorporando il costo dell’Area C siamo sempre nell’ordine di 1.728 euro.

Non solo. “Nell’ordinanza” evidenzia  Mauro Antonelli referente su Milano per l’Unione Nazionale dei Consumatori “si parla dell’attività come iniziativa dal crescente successo e dalla eccezionale capacità di diffusione, a cui viene però associata una assenza di vantaggi per la competitività dei servizi a favore dei cittadini. Inoltre c’è un chiaro riferimento a Expo, motivando come un danno per i tassisti il flusso di traffico che la App avrebbe portato fuori dai circuiti ‘ufficiali’. In netto controsenso con quanto asserito rispetto i vantaggi che verrebbero meno proprio per i consumatori finali”.

Difatti il servizio prevede una tariffazione a prezzo fisso di 20 euro per la corsa dal centro di Milano verso l’Expo a Rho Fiera, mentre il taxi tradizionale non prevede una tariffazione fissa, e di 45euro per arrivare dal centro a Malpensa, mentre il taxi tradizionale prevede 90euro.

“Se le leggi sono antidiluviane e non riescono a stare al passo con l’innovazione, vanno interpretate con senso logico” ha dichiarato in una nota stampa Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “E’ evidente che c’è un vuoto normativo in materia, ma questo vuoto non può essere colmato dai giudici. Per questo chiediamo al Governo di intervenire e al Parlamento di legiferare sul punto. Ricordiamo che proprio dal ddl concorrenza, ora in discussione, il capitolo sul Trasporto pubblico non di linea è stato accantonato, guarda caso per le proteste dei tassisti. L’UNC chiede di reintrodurlo e di potenziarlo, disciplinando servizi come quelli di Uber. Una legislazione moderna, infatti, non può prescindere dall’esistenza della sharing economy, che rappresenta il nuovo che avanza ed una nuova frontiera per i consumatori”. Sul proprio sito difatti la Uber Pop definisce il servizio come una attività di “ride sharing e di economia collaborativa, dove l’individuo mette in condivisione il proprio bene (in questo caso l’auto) con chi ha l’esigenza di spostarsi nella città”.

Vedi il dossier completo sul mensile di Canale Energia di Maggio

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.