Controlli metrologici: i requisiti di terzietà per l’esecuzione – legge 9/2014

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controlli metrologiciConcrete modifiche o evanescenti novità quelle della legge 9/2014 che si occupa dei requisiti di terzietà per l’esecuzione dei controlli metrologici? Risponde Roberto Cattaneo dei Servizi legali di Federazione ANIMA/Confindustria.

Il ministero dello Sviluppo economico sta gradualmente implementando le norme di attuazione del D.Lgs. 22/2007, recepimento nazionale della direttivaMID” contenente le diposizioni relative ai controlli metrologici che le autorità competenti devono effettuare sugli strumenti di misura conformi alla direttiva e marcati CE-M.
Finora sono stati emanati quattro decreti tra il 2011 e il 2013, qualche provvedimento interpretativo per integrare le disposizioni degli stessi e norme di attuazione dell’articolo 19 della direttiva MID per i misuratori di liquidi, di acqua, di calore, di gas e per le bilance. A breve è prevista l’emanazione di una Direttiva ministeriale che intervenga su diverse norme e di un decreto che modifichi il provvedimento sulla verifica periodica dei convertitori di volume del gas.
Oggi la novità consiste nell’introduzione di un nuovo sistema di qualificazione degli operatori che eseguono le verifiche periodiche. Queste attività erano un’esclusiva delle CCIAA le quali, in seguito all’organizzazione dei propri uffici di metrologia legale, si occuperanno del controllo di mercato sul territorio di competenza e della conformità degli strumenti rispetto alle norme di metrologia legale.
Nella miscellanea di argomenti trattati dalla recentissima legge 9/2014, il comma 6-sexies dell’allegato I si occupa dei requisiti di terzietà per l’esecuzione dei controlli metrologici: “Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il ministero dello Sviluppo economico avvia una ricognizione dei regolamenti al fine di prevedere i requisiti di terzietà, di imparzialità, di integrità e di indipendenza rispetto al produttore, distributore, venditore e gestore di rete, per l’esecuzione dei controlli metrologici sui dispositivi di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22”.

Questa disposizione ha sorpreso gli operatori attivi nella qualificazione dei soggetti che eseguono le verifiche periodiche, poichè viene annunciata una ricognizione dei regolamenti in vigore con il fine di trovare nuovi requisiti per la selezione.

Tale ricognizione è estesa ai criteri di terzietà per l’esecuzione delle verifiche periodiche su tutti gli strumenti di misura disciplinati dalla direttiva MID, ma la legge lascia alla discrezionalità del ministero dello Sviluppo economico le modalità di esecuzione, così come la scelta dei soggetti che saranno coinvolti nella ricognizione. Questa, presumibilmente, coinvolgerà i soggetti che finora sono stati impegnati nell’applicazione dei regolamenti ministeriali sulla verificazione periodica degli strumenti di misura.
Il successivo comma 6–septies dell’allegato I non disciplina nulla che non sia già previsto dalle disposizioni dei decreti ministeriali sulla periodica degli strumenti MID e sulla direttiva stessa.
“Con i regolamenti di cui ai decreti del ministro dello Sviluppo economico adottati ai sensi dell’articolo 19, comma 2, del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, ovvero con successivi decreti adottati secondo la medesima procedura, sono disciplinati, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, anche i controlli successivi, relativamente agli strumenti di misura già messi in servizio ai sensi delle disposizioni transitorie di cui all’articolo 22 del medesimo decreto legislativo”.
Anche gli strumenti MID già in servizio sono sottoposti alla verifica periodica, ove il relativo decreto sia già stato emanato e sia entrato in vigore. Dov’è la novità?
Le più elementari regole interpretative impongono la ricerca della volontà del legislatore, ma in questo caso, sembra proprio che non abbia voluto fare altro che ripetere quanto già ampiamente conosciuto.

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