USA, costi in aumento per le raffinerie che non riducono le emissioni di zolfo

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Previsioni di aumento di costi per le raffinerie statunitensi  in caso di ritardo nell’adeguamento alle nuove norme di produzione più di benzina più pulita. Secondo le nuove regole federali infatti, come riporta l’agenzia Reuters che dà la notizia, tutte le raffinerie, eccetto quelle di piccole dimensioni, dovranno produrre benzina con una quantità media di zolfo  di 10 parti per milione (ppm), un valore inferiore rispetto agli attuali 30 ppm. Una misura che le raffinerie stanno cercando di ritardare per ragioni legati agli investimenti richiesti per l’operazione. 

l provvedimento costituisce uno dei punti chiave della politica ambientale di Barack Obama che ha insistito molto sulla questione della riduzione delle emissioni nocive, in particolare della quantità di solfuri nella benzina, sottolineando come abbia delle ricadute rilevanti in termini di salute per i cittadini incidendo sui costi della sanità e sul numero di morti premature ogni anno. 

L’adozione di modalità produttive meno inquinanti è inserita all’interno di un sistema di crediti, assegnati dall ‘Agenzia di Protezione Ambientale degli Stati Uniti, che  legati a quanto le performance del ciclo produttivo sia adeguate ai nuovi standard. Più i livelli di zolfo sono elevati, più aumentano i crediti necessari. Secondo uno studio dell’EPA pubblicato nel 2014 delle 108 raffinerie interessate dalle nuove norme fino a 40 dovranno acquistare crediti aggiuntivi. 

Questa modifica normativa potrebbe avere delle conseguenze anche fuori dai confini USA. Le raffinerie canadesi ed europee potrebbero, infatti, essere costrette ad abbandonare il mercato americano per il loro export di benzina come ad esempio l’Asia. 

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