Sostenibilità, ecco come prosegue l’impegno di Ikea

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ikeasostenibileIkea, la multinazionale svedese che ha rivoluzionato la concezione moderna dell’arredamento, ha deciso di puntare ancora di più sulla sostenibilità.

A renderlo noto è l’ultimo rapporto della multinazionale, che parla di obiettivi precisi sia sul fronte dei materiali, sia su quello dell’impatto energetico e ambientale.

Le implicazioni di questa scelta si faranno sentire anche in Italia, quarto paese mondiale per le vendite – con 19 negozi sparsi in 13 regioni – e terzo al mondo per produzione.

Per le due materie prime più utilizzate (legno e cotone) Ikea sta migliorando le proprie politiche di approvvigionamento, puntando sempre più sulle certificazioni e sulla produzione sostenibile. La multinazionale ha scelto di non utilizzare legno proveniente da foreste vergini e oltre il 20% del materiale utilizzato è certificato FSC (Forest Stewardship Council), garantendo quindi la gestione sostenibile delle foreste.

Per quanto riguarda il cotone, Ikea ha avviato partnership con il WWF e altre ONG per introdurre metodi di coltivazione sostenibili in India, Pakistan, Cina e Turchia, sensibilizzando le popolazioni locali. Sebbene vi siano state alcune critiche relativamente ai bassi salari pagati ai lavoratori nei paesi del Sud del mondo, Ikea si è impegnata per limitare l’uso di pesticidi chimici e fertilizzanti nella coltivazione del cotone. Nell’arco dell’anno fiscale 2011, la percentuale di cotone sostenibile nell’assortimento IKEA è salita a 50.000 tonnellate, ovvero il 23,8% di tutto il cotone utilizzato da Ikea, rispetto al 13,4% dell’anno precedente.

Il rapporto IKEA pone all’azienda due obiettivi da raggiungere entro il 2015: da un lato, tutti i prodotti dovranno essere composti da materiali riciclabili, rinnovabili o riciclati. Dall’altro, l’energia da fonti fossili dovrà diminuire progressivamente a favore di quella da fonti rinnovabili. Ikea sta investendo molto su questo aspetto e attualmente i pannellifotovoltaici installati su numerosi negozi e depositi consentono all’azienda di supplire al 12% del proprio fabbisogno energetico.

Anche sul fronte del Waste management l’azienda ha compiuto grandi progressi, arrivando per il 2011 al riciclo e riuso del 92% dei rifiuti prodotti. I cibi serviti ai ristoranti Ikea non contengono OGM, grassi idrogenati, coloranti e glutammati, mentre è in crescita la percentuale di prodotti bio. La sostenibilità del caffé è certificata dal marchio UTZ, che assicura il rispetto dei diritti sociali e dell’ambiente.

Un altro aspetto da tenere in considerazione riguarda il rapporto con i territori, in molti casi virtuoso. In uno stabilimento del milanese, per esempio, Ikea ha installato una casa dell’acqua e stipulato una convenzione con il servizio di car sharing cittadino, mentre in molte città ha previsto un servizio di navette per limitare l’uso di mezzi privati.

Dal punto di vista della Corporate social responsibility, il bilancio Ikea attesta numerose donazioni a Unicef e a Ong come WWF, Save the Children, Legambiente. AI dipendenti viene fornita una buona formazione e il 40% dei manager è donna. Questi elementi portano a considerare credibile lo sforzo di Ikea per diventare sempre più green e sostenibile. Insomma: mobili a prezzi accessibili, ma a basso impatto sociale e ambientale.

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