Solare vs shale: come si sta trasformando il mercato USA

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“Il solare è il prossimo shale?” Parte da questo interrogativo il nuovo lavoro di Wood McKenzie che prevede il raggiungimento di circa il 75% della grid parity entro il 2030 per gli impianti fotovoltaici su larga scala.

Nel lavoro, che prevede al 2035 l’installazione di 26 GW di solare distribuito e di 45 GW su larga scala, attribuisce un ruolo fondamentale all’utility scale solar degli USA: “Nel corso dell’analisi – spiega il report – abbiamo identificato molti parallelismi con lo shale e crediamo che il solare possa avere lo stesso impatto sul mercato”.

A partire dagli ultimi anni 2000, il crollo generalizzato del prezzo dei moduli ha cambiato l’economia del settore, ormai forte abbastanza per competere con le altre forme di energia più tradizionali.  Lo studio mostra come i prezzi ai minimi storici dei moduli solari favoriranno la maggiore efficienza della tecnologia e l’economicità su base $/W per metro quadro.

Come si legge nello studio: “Il solare su larga scala ha già raggiunto la grid parity (escludendo i costi di integrazione) in molti Stati grazie agli incentivi e all’innovazione e questo trend è destinato a crescere”. Difatti, entro il 2020 si stima che saranno 19 gli Stati a raggiungere la grid parity e 38 entro il decennio successivo.

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