Sistemi di Demand Response, si investe su FER e generazione distribuita

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L’America settentrionale continua a essere un centro nevralgico di sviluppo dei programmi di Demand Response. In altri Paesi come Asia, la Corea del Sud e Giappone questo comparto costituisce, invece, un settore di interesse, mentre in Australia siamo ancora a una fase iniziale.  Sono alcuni dei trend emersi dall’analisi realizzata da Frost & Sullivan “Global Demand Response Trends”  che prende in considerazione l’ambito di applicazione dei sistemi di Demand Response dal punto di vista della domanda studiandone le componenti di riduzione e spostamento del carico. 

Questo settore, secondo lo studio, suscita l’interesse delle utility per ragioni principalmente legate a una modulabilità dei prezzi e delle strutture tariffarie. Al primo posto tra i Paesi che puntano su questo tipo di soluzione ci sono gli Stati Uniti. Inoltre buoni trend di sviluppo potenziale sono presenti in altri Paesi come Regno Unito, Cina, Giappone e Corea del Sud, che hanno compreso i vantaggi di questo tipo di programmi, soprattutto per quanto riguarda il loro contributo alla riduzione delle emissioni e all’efficientamento dei consumi  durante le ore di punta. 

 I programmi di Demand Response si sono evoluti in un sistema completo di gestione dell’energia dal lato della domanda,” afferma in una nota Pritil Gunjan, analista di Frost & Sullivan. “Le variazioni climatiche estreme, il calo delle riserve energetiche e l’introduzione di diverse tecnologie per la generazione distribuita hanno reso fondamentale per le utility la ricerca di nuovi modelli che supportino iniziative di risparmio energetico e di gestione dell’energia.” , aggiunge il manager. 

 Una modalità operativa, quella Demand/Response, che secondo Frost & Sullivan avrà un ruolo sempre più rilevante, soprattutto in un contesto che vede la sempre maggiore integrazione delle fonti rinnovabili nella rete elettrica durante le fasi della giornata in cui si registra il picco della domanda. In quest’ottica grande importanza avranno i soggetti aggregatori in quanto gestori delle integrazioni del sistema energetico. Questo scenario costituisce, secondo l’analisi,  una sfida importante, dal punto di vista normativo ed economico, per le utility del settore della generazione distribuita che dovranno mettere in atto delle strategie volte a sfruttare nel modo migliore il modello aggregatore -utility. 

 Per quanto riguarda gli aspetti finanziari la questione cardine è, invece, quella della condivisione dei costi/benefici. Per cercare di ridurre questo tipo di problematiche le utility stanno puntando su incentivi finanziari e tariffari nei propri modelli di business in modo da favorire l’adozione dei sitemi Demand Response. 

 Anche gli investimenti nelle fonti rinnovabili e la generazione distribuita, che sono le principali tendenze nel mercato globale dell’energia, – sottolinea Gunjan – daranno un forte slancio al mercato della Demand Response fino ad oltre il 2020I maggiori investimenti nelle tecnologie innovative renderanno più semplice l’implementazione dei programmi DR. Le interfacce cliente e le tecnologie automatiche consentiranno un’implementazione trasparente e sicura dei sistemi di Demand Response” 

 

 

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